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Bussi, Edison ricorre al Tar contro la bonifica della discarica

Bussi sul Tirino. Ricorso alla sezione di Pescara del Tribunale amministrativo regionale da parte di Edison contro la richiesta di integrazioni nella messa in sicurezza di emergenza e nelle misure di prevenzione relative alla bonifica della discarica Tre Monti di Buss così come formulate dal Ministero della Transizione Ecologica, in base ai recenti pareri di Ispra e Arta.

La società contesta i provvedimenti notificati via pec lo scorso 23 marzo dopo avere ricostruito la lunga e complessa vicenda che ha interessato l’area. Secondo Edison i “provvedimenti gravati non tengono adeguatamente conto degli interventi ambientali già in atto nelle aree contaminate di cui oggi si discute, ponendosi in contrasto con la logica sottesa al Codice dell’Ambiente; pretendono illegittimamente di individuare in Edison il responsabile della contaminazione e ‘di conseguenza’ ordinare alla medesima l’esecuzione di ‘ulteriori misure di prevenzioni’ che, invero, esorbitano ampiamente dalla sfera di competenza della società; impone interventi di messa in sicurezza di emergenza e misure di prevenzione, senza dar prova alcuna della necessità di un intervento urgente e tantomeno del rischio immediato discendente dalla contaminazione; si appalesano viziati per carente istruttoria, giacché il Ministero pretende di trovare adeguata motivazione richiamando pedissequamente le relazioni redatte dagli enti coinvolti (Arta e Ispra ndr); diffidano la società a presentare entro l’irragionevole termine di trenta giorni dal ricevimento della nota ministeriale una relazione che recepisca le osservazioni/prescrizioni formulate dagli enti nei rispettivi pareri tecnici”.

In base a quanto scrivono i legali della società nel ricorso tali prescrizioni sono da considerare “illegittime” per “violazione e falsa applicazione del principio ‘chi inquina paga’ e dell’art. 3 ter, d.lgs 152/2006; violazione e falsa applicazione degli art. 242 e ss., d.lgs 152/2006, eccesso di potere per travisamento dei fatti e carenza di istruttoria, difetto di motivazione e illogicità”. Si contesta inoltre la “violazione della normativa in materia di gestione dei rifiuti, violazione dei principi di certezza del diritto e di ragionevolezza”, oltre alla “violazione e falsa applicazione degli artt. 242, 240, comma 1, lett. m) e t), d.lgs 152/2006” e alla “violazione e falsa applicazione delle linee guida Ispra 145/2016”.