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Pescara, movida bloccata: scatta la manifestazione di protesta

Pescara. Anche a Pescara scattano le proteste di piazza dopo le nuove chiusure imposte dal dpcm anti-Covid.

Nulla a che vedere con le sommosse di Napoli e Roma, bensì una manifestazione pacifica organizzata dagli esercenti commerciali, i più colpiti dalle nuove normative.

Oggi pomeriggio alle 18 partirà un corteo da piazza Muzii fino al municipio di Piazza Italia, organizzato dalle associazioni Pescara Viva e Confartigianato, che accusano “la mala gestione di questa emergenza sanitaria”.

“Azzerare completamente per sei mesi i costi fissi di tutte quelle attività colpite dal nuovo Dpcm, a partire da ristoranti, bar e gelaterie. Vale a dire stop immediato agli affitti, alle bollette, alle cartelle e alle tasse locali”, spiegano in una nota, “Il provvedimento rappresenta un vero e proprio ‘colpo di grazia’ per molte attività: secondo le nostre stime tre imprese su cinque, non solo del settore food ma anche dell’indotto, chiuderanno definitivamente. Una cosa è certa: tutti gli operatori interessati dalle nuove restrizioni non dovranno spendere neppure un euro nel periodo di chiusura e nei mesi successivi. Ci auguriamo, inoltre, che con la stessa tempestività delle restrizioni arrivi un ristoro immediato”.

Confartigianato Imprese Pescara e il consorzio Pescara Viva, che rappresenta i distretti food and beverage di piazza Muzii e Pescara Vecchia, invitano “le altre associazioni e tutti i soggetti interessati ad aderire”, per chiedere “alla politica locale, dal Comune alla Regione, di supportarci e di rappresentare le nostre istanze al Governo centrale. Indispensabile, considerato che ci sarà un’esplosione delle consegne a domicilio, prevedere controlli rigidissimi sul settore dei riders e del delivery, per evitare prevedibili forme di lavoro nero e di sfruttamento. Siamo tutti consapevoli di dover frenare l’onda dei contagi e della necessità di salvare quante più vite possibili, ma bisogna anche evitare che la crisi, nei prossimi mesi – concludono le associazioni – possa avere conseguenze ancora più drammatiche dell’emergenza sanitaria in atto”.