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Pescara, arriva la cassa integrazione per gli ex Camplone

Pescara. Accordata la cassa integrazione per i dipendenti della pasticceria Camplone: 18 i lavoratori dello storico bar del centro che godranno dell’ammortizzatore sociale per 3 mesi.

Accordo raggiunto, ieri nella sede dell’assessorato al Lavoro della Provincia di Pescara, per i 18 lavoratori della ex pasticceria Camplone, ai quali, su proposta della Provincia di Pescara, e in accordo con i sindacati e la proprietà, è stata accordata la cassa integrazione in deroga per 13 settimane.
A partire dal 28 gennaio, e fino al 27 aprile, gli ex dipendenti (17 operai e un impiegato) della storica gelateria potranno beneficiare di un ammortizzatore sociale che li metterà al riparo dal licenziamento collettivo (come era stato prospettato dai proprietari prima delle trattative avviate dalla Provincia) e grazie al quale si creeranno le condizioni per una più tranquilla ripresa delle trattative con eventuali nuovi acquirenti.

All’incontro, alla presenza del Presidente Guerino Testa, hanno partecipato il dirigente del settore Lavoro della Provincia, Tommaso Di Rino, i rappresentati di Fisascat CISL, Davide Frigelli, della Filcams CGIL, Lucio Cipollini, e dell’UGL, rappresentata da Luigi Castiglione, l’amministratore delegato della ditta, Osvaldo Martellucci, oltre al commercialista Giuseppe Ciattoni e l’avvocato Stefano Del Tosto, consulenti dell’azienda.
“La nostra proposta – ha dichiarato il presidente Testa – accettata e sottoscritta dalla proprietà, ci consentirà di dare respiro ai lavoratori, e di verificare con più tempo e serenità eventuali opportunità di rilancio dell’attività attraverso il subentro di nuovi potenziali proprietari, che, confido, davanti ad un quadro più chiaro e meno problematico della situazione aziendale, non tarderanno a farsi avanti”.

Il dirigente del settore Lavoro, Tommaso Di Rino ha sottolineato come, dopo l’incontro del 24 febbraio scorso, “l’impegno della Provincia è sempre stato quello di ridurre l’impatto sociale derivante dall’eventuale licenziamento” e ha assicurato che “la struttura cercherà di seguire ogni possibile strada per porre in essere, dopo il periodo di CIG in deroga, politiche attive del lavoro a favore dei dipendenti “.

Un clima più disteso anche tra i lavoratori e i sindacati, che hanno apprezzato la soluzione proposta della Provincia, l’unica praticabile per poter portare alla luce la situazione di stallo nella quale l’azienda versava già da molti mesi. “Pur essendo favorevoli alla cassa Integrazione in deroga – hanno aggiunto i sindacati – riteniamo di dover mantenere aperta la procedura di mobilità ai sensi della legge 223/91 nei confronti di quei lavoratori che volessero aderirvi volontariamente. Tale richiesta – hanno spiegato- è motivata dalla personale esigenza da parte di ogni lavoratore di una liquidità immediata, in virtù dell’incertezza dei tempi di erogazione dell’indennità della Cassa integrazione in deroga”. La proposta è stata accettata dalla Camplone sas, che, dunque, ha mantenuto aperta la procedura di mobilità nei confronti di quei lavoratori che dichiareranno volontariamente di volervi aderire con il requisito della non opposizione.