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Pescara: caso Grosso, la famiglia vuole Dna e archeologi

Pescara. Il gip del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, si e’ riservato sull’opposizione alla nuova richiesta di archiviazione della vicenda riguardante Donatella Grosso, la trentenne sparita dalla sua casa di Francavilla nella notte tra il 26 e il 27 luglio del 1996.

Ad opporsi all’ archiviazione presentata il 3 luglio scorso dalla procura di Pescara, i genitori di Donatella, anche oggi presenti all’udienza. Nell’opposizione all’archiviazione il legale della famiglia Grosso, l’avvocato Giacomo Frazzitta, chiede, tra le altre cose, un approfondimento delle indagini sottolineando la necessita’ di completare l’attivita’ tecnica di sondaggio dei terreni nella diretta disponibilita’ al momento dei fatti dell’ex fidanzato di Donatella, unico indagato, e di quelli di proprieta’ della famiglia dell’allora compagna dell’indagato.

Inoltre chiede di effettuare un’attivita’ di escavazione alla presenza di archeologi forensi nella striscia di terreno non coltivata nei pressi della casetta rosa, menzionata in una telefonata anonima ricevuta dal padre di Donatella il 7 maggio del 2012. Tra le richieste anche quella di procedere ad accertamenti diretti all’estrazione del Dna su alcuni reperti (un fuseaux, un foulard, una cuffietta di tipo igienico e una scarpa da donna) trovati nel mese di maggio 2011 in un terreno di Casacanditella (Chieti), acquistato dall’indagato qualche anno dopo la scomparsa di Donatella.