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Nuovo esposto contro la discarica di Bussi: possibile inchiesta sulla messa in sicurezza

Pescara. “Calvario infinito” per la discarica dei veleni di Bussi. Il Forum per l’Acqua anticipa l’avvio di una nuova inchiesta da parte della Procura pescarese sulla mancata messa in sicurezza del sito inquinato. Sotto accusa la Solvay.

Bonifica lontana e mancata messa in sicurezza: sarebbero questi i due temi al centro della nuova inchiesta che la Procura di Pescara avrebbe aperto sulla mega-discarica di Bussi, nucleo comprendente diversi siti tuttora inquinati da diossina e altri contaminanti rinvenuti nel suolo, oltre alle decine di sostanze tossiche e cancerogene che minacciano il vicino fiume e le falde fino a profondità di 100 metri con valori fino a 1milione di volte superiori ai limiti consentiti dalla legge. Il più importante tra i siti è quello industriale che fino al 2001 era di proprietà della Montedison, principale imputata nel processo in corso in Corte d’Assise, ora ceduto alla Solvay che si è dichiarata non responsabile dell’inquinamento ed accolta tra le parti civili.
Proprio contro la Solvay si scaglia un nuovo esposto presentato da Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo e oggi attivista del Forum dei Movimenti per l’Acqua: “A parte la bonifica, che prevede l’eliminazione della fonte di inquinamento – spiega De Sanctis – il proprietario, anche non responsabile, deve comunque per legge mettere in sicurezza l’area per evitare la fuoriuscita degli inquinanti verso valle con l’acqua”. L’inchiesta della Procura avrebbe per tema, quindi, l’efficacia degli interventi di messa in sicurezza di emergenza nel trattenere nel sito i contaminanti. “In attesa degli eventuali ulteriori sviluppi giudiziari – prosegue l’ambientalista – in ogni caso è urgente avviare la bonifica e colmare i clamorosi ritardi accumulati, usando i 50 milioni di euro disponibili per intervenire in primis sulla discarica Tremonti e non certo sull’area industriale”.
Sarebbero 5 gli indagati iscritti nel fascicolo aperto dopo la denuncia presentata dall’esponente del Forum dell’Acqua, correlata con i dati ufficiali sullo stato di contaminazione delle falde dell’area, a monte e a valle dell’area industriale. “Sono passati – ricorda infine De Sanctis – sette anni dal sequestro della prima discarica, la Tremonti, e sei dal Decreto di perimetrazione da parte del Ministero dell’Ambiente del Sito Nazionale di Bonifiche di Bussi”.