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Pescara, bimbo di dieci anni usato dal padre come corriere della droga: sequestrato un chilo di eroina

Pescara. Si faceva scudo del figlio di soli dieci anni, usato come “copertura” e sfruttato dal suo stesso padre come corriere della droga. L’uomo, Antonio Carota, 48enne pescarese, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato arrestato ieri sera, all’uscita del casello autostradale di Pescara Nord della A14.

L’operazione è stata messa a segno, nell’ambito della lotta al traffico di sostanze stupefacenti lungo la costa adriatica, dagli agenti della Squadra Mobile di Pescara, della Polizia Stradale e delle Questure di Ascoli Piceno e Teramo. I poliziotti hanno, dunque, fermato e controllato la Renault Laguna sulla quale viaggiava Carota, in compagnia del figlio.

Considerati i precedenti dell’uomo, è stato effettuato un controllo più approfondito dell’auto e infatti, sotto il sedile del guidatore, sono stati trovati due panetti di eroina per un peso complessivo di oltre un chilo. Immediate sono scattate le manette per detenzione di stupefacenti, seguite dal trasferimento in carcere su disposizione del pm Barbara Del Bono.

Fino all’ultimo, colui che è stato definito un “cinico trafficante” ha ostentato tranquillità ed indifferenza, confidando nel fatto che la presenza a bordo di un bambino piccolo non avrebbe insospettito le forze dell’ordine. Tuttavia, a confermare il fatto che il minore sia stato usato senza scrupoli da parte del padre come “copertura” sono state le modalità del trasporto della droga: nonostante l’elevata quantità, era semplicemente poggiata sul pianale, al contrario di quanto solitamente fanno gli spacciatori.

Carota non è nuovo a fatti di questo genere. Nel novembre del 2010, la Squadra Mobile di Pescara lo aveva arrestato per detenzione di oltre due chili di eroina, che vennero trovati nascosti nel doppiofondo di un armadio, nella sua villetta in zona Colli, per l’occasione trasformata in una sorta di bunker inaccessibile, protetto da un’alta recinzione metallica e da porte blindate.

Il caso verrà segnalato al Tribunale per i Minorenni, anche perché del nucleo familiare fa parte un altro figlio minorenne.

Complessivamente, lo stupefacente sequestrato ieri sera avrebbe consentito la preparazione di oltre mille dosi per un valore sul “mercato” di non meno di 60.000 euro.

Sono in corso indagini per risalire sia ai fornitori che ai destinatari dello stupefacente sequestrato e per accertare ulteriori eventuali responsabilità.