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Pescara, gli sgomberati di via Lago di Borgiano protestano in consiglio comunale

Pescara. La protesta degli sgomberati dalle case Ater inagibili esplode in consiglio comunale.

Nella sala consiliare del Comune, durante la seduta di stamani, una decina di residenti delle palazzine Ater di via Lago di Borgiano, sgomberate alcuni mesi fa per problemi di stabilità ai numeri civici 14, 18 e 22, ha fatto irruzione interrompendo i lavori dell’assise civica, sospesi su decisione del presidente del Consiglio comunale Francesco Pagnanelli,

I manifestanti, in rappresentanza delle famiglie assegnatarie degli alloggi attualmente ospitate in alcuni alberghi della città, hanno cominciato a urlare chiedendo di poter essere trasferiti in appartamenti. Gli inquilini delle case Ater sono esasperati, anche considerando i recenti furti commessi negli appartamenti lasciati liberi.

Dopo la protesta in Consiglio comunale gli inquilini sono stati ricevuti dal sindaco Marco Alessandrini, che al termine dell’incontro ha sottolineato: “Non è stato il primo e crediamo non sarà l’ultimo incontro con queste persone, per affrontare un problema grave come quello delle palazzine di via Lago di Borgiano, sgomberate su ordinanza comunale per problemi di staticità. Si è aperto un grande fronte rispetto ai bisogni di vita di 84 famiglie, temporaneamente alloggiate in albergo, e contemporaneamente sono state avviate procedure per recuperare il numero maggiore di alloggi Ater da poter riassegnare. Una quarantina di immobili sono stati oggetto, dopo alcuni lavori, delle prime assegnazioni già partite, alcune anche fuori Pescara, e questo sappiamo determina un problema”.

“Noi dobbiamo continuare su questa via che è anche effettuare gli sgomberi nel caso di alloggi abusivi, e dobbiamo valutare – ha proseguito Alessandrini – tutte le forme possibili di collaborazione nel momento in cui le norme consentono di utilizzare lo strumento del Contributo autonomo di sistemazione (Cas) e che significa contribuire con soldi pubblici a dare in affitto case a persone sgomberate, perché più conveniente che ospitarle in strutture ricettive. Però, per fare questo occorre fare la domanda per il contributo e questo non sempre è avvenuto, perciò abbiamo sensibilizzato le persone su questa necessità, oltre a immaginare percorsi in cui il sistema pubblico funga da garanzia per queste persone che possono avere difficoltà, per esempio, nell’erogazione di una caparra necessaria a prendere in locazione un immobile”.