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Pescara, tempi lunghi per il Piano regolatore portuale: il dibattito in piazza Rizzo

Pescara. Si è parlato del Piano regolatore portuale a chiusura della consueta Festa del Mare, promossa dall’associazione Borgomarino e tenutasi ieri in piazza Rizzo.

All’evento hanno preso parte il presidente dell’associazione Armatori, Mimmo Grosso; il vicecomandante della Direzione Marittima, Enrico Macrì; il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri; il presidente dell’associazione ‘Pescara – Mi piace’, Berardino Fiorilli; il consigliere comunale, Riccardo Padovano, presidente della Commissione Cultura e Turismo; assenti, seppur invitati, il presidente Luciano D’Alfonso; il sindaco, Marco Alessandrini e l’assessore regionale alla Pesca, Dino Pepe.

Ad aprire il confronto è stato il presidente Grosso, il quale ha illustrato i problemi del porto e della marineria, dunque i fondali continuamente insabbiati che non permettono alla categoria di lavorare con serenità.

“Siamo però in costante contatto con il presidente D’Alfonso, il quale ci ha assicurato che già a settembre partiranno le opere per la costruzione della barriera soffolta di protezione del porto a nord. La verità, purtroppo, è che esistono forze esterne ed estranee che rendono sempre più complicato intervenire anche per un semplice dragaggio, e parlo degli ambientalisti come Augusto De Sanctis, sempre pronti a presentare esposti e denunce dinanzi allo spostamento anche di un granello di sabbia, rendendo difficile lavorare anche a chi vuole fare e senza pensare al futuro delle 200 famiglie che vivono della pesca”.

“Ci saranno anche forze estranee”, ha replicato il Capogruppo Sospiri, “ma la verità è che sul taglio della diga foranea si sono fatte promesse e create illusioni sapendo di non poterle mantenere: quando a novembre 2016 abbiamo approvato in Consiglio regionale, soprattutto grazie ai voti dell’opposizione di centro-destra, il Piano regolatore portuale, che contiene il taglio della diga, sapevamo che mai le opere sarebbero partite prima di un anno, trattandosi non semplicemente di ‘opere a difesa della costa’, ma di interventi urbanistici da sottoporre a VIA nazionale, essendo il nostro un porto d’interesse nazionale”.

“E invece il Governatore D’Alfonso ha prima annunciato l’inizio delle opere a dicembre 2016, poi gennaio 2017, poi ancora marzo 2017. Oggi siamo a luglio 2017 e come previsto la diga foranea è al suo posto, perché dobbiamo attendere il pronunciamento della VIA nazionale”.

“Noi speriamo, per il bene della marineria, ma non crediamo, che le opere possano cominciare per novembre-dicembre 2017, ma non c’è a oggi alcuna certezza. Ecco perché in questa ottica, investire sul dragaggio del porto canale è fondamentale per garantire la navigabilità e transitabilità dello scalo”.

“Peraltro il ritardo delle opere e degli interventi”, ha ricordato il presidente Fiorilli, “ha danneggiato non solo la marineria, ma tutto il comparto turistico, con la cancellazione anche dei collegamenti con la Croazia, che pure avevamo faticosamente recuperato nel 2009 riportando la nave veloce della Snav a Pescara”.

“Prima di accelerare il taglio della diga foranea vanno effettuate le opere fondamentali per garantire la sicurezza della navigazione, ovvero la barriera soffolta a nord, ma anche a sud, a protezione dell’imboccatura del porto”, ha sollecitato il vicecomandante Macrì. “In caso contrario, una settimana l’anno si ricreeranno quei marosi che fanno affondare i pescherecci. In questa fase credo sia fondamentale che tutta la città si coalizzi attorno a un obiettivo, ossia quello di lavorare per il mare e il fiume e in tale ottica rientrano anche quegli investimenti fondamentali per garantire il corretto funzionamento del ciclo della depurazione degli scarichi cittadini affinchè solo le acque nere vengano finalmente convogliate al depuratore”.

“Sul dragaggio”, ha detto il consigliere comunale Padovano, “voglio aprire una riflessione, ricordando che noi abbiamo una vasca di colmata capace di assorbire 400mila metri cubi di materiale dragato. Ora quella vasca va svuotata entro il 2017, che significa renderla disponibile per accogliere nuovi fanghi abbassando il costo del dragaggio a soli 8,50 euro per ogni metro cubo di fango scavato”.

A chiusura del dibattito, il presidente Grosso ha investito tutti i presenti della problematica inerente il paventato smaltimento al largo di Pescara dei fanghi, circa 340mila metri cubi, che dovrebbero essere dragati dal porto di Ortona.

“Quei sedimenti dovrebbero andare nella stessa zona in cui dovevano essere smaltiti i fanghi prodotti nel dragaggio del 2011, fermato in seguito all’intervento della Magistratura, e di fatto oggi è l’unica risorsa disponibile per Pescara nel caso di dragaggio, non possiamo impegnarla per Ortona”.

L’appello è stato subito raccolto dai presenti, a partire dal capogruppo Sospiri, il quale ha annunciato battaglia nel momento in cui il progetto dovesse arrivare alla Commissione Regionale Pesca.

“Il dibattito”, ha concluso il Presidente Carminelli, “ha segnato un momento di grande rilevanza per una festa che ha visto la presenza di oltre 5mila persone ogni sera”.