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Imu: le novità per Pescara. Calcolo automatico sul sito del Comune

Pescara. Ultime novità dal Comune per il pagamento dell’Imu: tanti i dettagli sorti dopo l’emissione dell’ultima circolare ministeriale. In attesa della discussione del regolamento in Consiglio comunale, il sito del Municipio fornisce un servizio utile per la compilazione del modello di pagamento e per il calcolo catastale.

La circolare ministeriale giunta in Comune venerdì sera ha permesso all’assessore ai Tributi Massimo Filippello, dopo un’attenta lettura delle 64 pagine, di rendere noti oggi gli ultimi dettagli per il pagamento dell’Imu. I cittadini, per le complicate operazioni di compilazione, potranno avvalersi gratuitamente di uno specifico link attivo da oggi sul sito internet comunale dal quale, inserendo la propria rendita catastale, potrà automaticamente calcolare l’imposta Imu da versare e, inoltre, di stampare direttamente il modello F24 debitamente compilato e da pagare alle Poste. E per chi non conoscesse la propria rendita catastale, un altro link permette il collegamento diretto con il sito dell’Agenzia del Territorio dove, inserito il codice fiscale e le particelle di riferimento, si ottiene la rendita. Per calcolare l’Imu, infine, basta riempire le parti relative al numero dei figli presenti in famiglia (ogni figlio al di sotto dei 26 anni dà diritto a 50 euro di sconto su ogni figlio, fino a un massimo di 8 figli), e si sceglie se pagare in un’unica soluzione o in due o tre rate con i relativi importi. Nella stessa sezione on-line si potranno trovare le risposte alle domande più frequenti e un manuale-guida redatto in collaborazione con l’Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti locali. Ogni Comune avrà la facoltà di rideterminare le aliquote entro il 30 settembre, per questo Filippello mette in guardia chi volesse pagare in più rate: “I versamenti del 18 giugno”, scadenza della prima rata, “non possono essere fatti in un’unica soluzione. Chi lo farà e poi, magari, dovesse risultare aver pagato una somma maggiore del dovuta, non avrà rimborsi”. La Circolare ha poi specificato l’applicazione degli arrotondamenti, ossia le somme sino a 49 centesimi vanno arrotondate in difetto; dai 50 centesimi in poi si arrotonda in eccesso. “L’applicazione dell’aliquota Imu al 6,8 per mille per gli alloggi dell’Ater, con la detrazione di 200 euro per ogni appartamento dato in locazione, e poi la definizione esatta di ‘prima abitazione’ identificata nella casa in cui risiede il nucleo familiare, con l’abolizione delle agevolazioni prima previste per le case date in comodato ai familiari; infine l’indicazione rivolta agli utenti di pagare l’Imu comunque in due rate, per non rischiare di versare somme superiori al dovuto senza poterne poi chiedere il rimborso. Gli ultimi dettagli dal ministero. Le 64 pagine di circolare inviata da Roma contengono numerosi e minuzioni dettami tecnico-fiscali: solo dopo la riunione dei capigruppo, che domani li vaglierà attentamente, il Consiglio comunale potrà cominciare a dibattere il regolamento per l’Imu pescarese. Prima casa. Per l’abitazione principale si applica l’aliquota del 4 per mille: secondo la Circolare, l’abitazione principale del nucleo familiare dev’essere unica, la sola eccezione è data dal possesso di un immobile in una città diversa dove uno dei due coniugi, ad esempio, lavora per buona parte della settimana, dunque vi dimora abitualmente per poi tornare a casa solo nel fine settimana. In questo caso è possibile che due coniugi abbiamo una diversa ‘abitazione principale’, magari uno a Pescara e l’altro a Roma. Oppure, se un figlio porta la propria residenza abituale in un immobile diverso da quello del nucleo familiare è evidente che quell’immobile diventerà per lui abitazione principale, ma in quel caso i genitori non possono più usufruire della detrazione di 50 euro prevista per il figlio a carico e convivente. Pertinenze: la circolare ha chiarito che si paga il 4 per mille per l’abitazione principale e per una pertinenza per ciascuna categoria, ossia C2 ossia magazzini, depositi e sottotetti, C6 ossia garage e posto auto, C7 ossia tettoia, pertinenze che ovviamente devono essere asservite all’abitazione principale. E’ stata invece definitivamente abrogata la norma che prima consentiva di assimilare alle abitazioni principali gli immobili concessi in comodato a familiari. Case Ater: quando c’era l’Ici, le case popolari in locazione erano considerate abitazioni principali, quindi dal 2008 a oggi c’era l’esenzione dall’imposta. Con l’introduzione dell’Imu, l’immobile Ater è un immobile a disposizione, se è dato in locazione si applica la detrazione dei 200 euro, altrimenti si paga aliquota piena. Inizialmente era dunque prevista l’applicazione dell’aliquota del 10,6 per mille con 200 euro di detrazione. Dinanzi a tale disposizione sono intervenuti i presidenti delle Ater che hanno chiesto una riduzione: “ora il Governo ha annunciato la volontà di rinunciare alla propria quota Imu sugli alloggi popolari, pari al 3,8 per mille, e, a questo punto, noi abbiamo proposto di abbassare la stessa Imu a 6,8 per mille”, spiega l’assessore. Le case popolari di proprietà del Comune sono ovviamente esenti dall’imposta. Aliquote al 3 per mille. Pescara sceglie, poi, di confermare le decisioni statali sull’aliquota del 4 per mille per ogni unità abitativa, di categoria C1, C6 e C7. Prevista, però, un’agevolazione, unica in Italia, consentendo di pagare il 3 per mille ai nuclei familiari composti da almeno due persone che abbiano contratto o contrarranno un mutuo ipotecario per l’acquisto dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, censita esclusivamente in una delle categorie catastali da A/2 ad A/5, e relative pertinenze, ovvero tutti gli immobili ad esclusione delle ville; i componenti di tali nuclei familiari non devono possedere sul territorio nazionale altre unità immobiliari oltre all’abitazione principale e devono avere, un reddito lordo non superiore a 30mila euro; tale agevolazione permane anche in caso di decesso di uno dei due coniugi, avvenuto successivamente alla stipula del contratto di mutuo, fermo restando il possesso dei requisiti precedenti. Anziani in case di riposo. A tale aliquota sono stati assimilate anche le abitazioni che appartengono ad anziani che però sono anagraficamente residenti presso le Case di riposo: nei loro confronti lo Stato ha lasciato ai Comuni la discrezionalità della decisione, fermo restando però che in ogni caso il Comune dovrà versare allo Stato stesso il 3,8 per mille dell’aliquota. A fronte di tale situazione il Comune di Pescara ha comunque deciso di applicare verso tali anziani l’aliquota del 4 per mille con la detrazione di 200 euro: di quel 4 per mille il 3,8 per mille verrà versato dal Comune allo Stato, quindi è il Comune che in sostanza rinuncerà al proprio introito. Previste, infine, le aliquote agevolate del 7,6 per mille per gli immobili locati con contratto a canone concordato, valido per tutti gli immobili strumentali utilizzati da artigiani e commercianti. Tutto da confermare dopo la ‘battaglia’ con l’opposizione in Consiglio comunale.

 

Daniele Galli