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Franco Gabrielli a Pescara, da Croce Rossa medaglia d’oro a Reparto volo Polizia

Pescara. Il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha partecipato oggi a Pescara alla cerimonia di consegna della Medaglia d’Oro al Merito all’XI Reparto Volo della Polizia di Stato da parte della Croce Rossa Italiana per la “viva riconoscenza e tangibile apprezzamento per la preziosa opera prestata a sostegno dell’attività umanitaria della Cri, contribuendo con esperienza alle operazioni di ricerca e soccorso, protezione civile ed addestramento dimostrando professionalità ed alta coscienza civile e morale, in piena adesione agli ideali e ai principi dell’associazione”.

Alla cerimonia, nell’hangar del Reparto volo della Polizia di Stato, hanno preso parte, oltre a Gabrielli e al presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, il questore e il Prefetto di Pescara, Francesco Guglielmo Misiti e Francesco Provolo, il comandante dell’XI Reparto volo, Ettore Rossi, primo dirigente della Polizia di Stato, il vicecomandante, vice questore aggiunto Giuseppe Briganti, i vertici regionali della Cri, il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.

Successivamente a Montesilvano, al parco Adriatico, il Capo della Polizia ha deposto una corona in memoria di tre agenti dell’XI Reparto Volo morti in un incidente aereo avvenuto a maggio del 2005.

“L’Abruzzo – dice Gabrielli – è una Regione nella quale ho passato alcuni mesi importanti a livello personale e professionale e quindi torno sempre volentieri anche perché per fortuna ho molti amici qui in Abruzzo: persone che mi apprezzano, e per questo, se così si può dire, torno sempre a casa e sempre molto volentieri”.

“Non possiamo accogliere tutti – afferma a proposito dei migranti – ma per tutti quelli che accogliamo dobbiamo immaginare e intraprendere politiche di integrazione perché se così non sarà le condizioni che oggi in altri Paesi europei hanno favorito attività terroristiche si riproporranno anche nel nostro Paese. Il vero nodo dell’immigrazione nel nostro Paese è il tema dell’integrazione. Credo che l’Italia abbia fatto e stia facendo molto. Qualcuno sta facendo meno. Se tutti facessimo di più forse avremmo la capacità di essere più efficienti nel rendere meno complicata la vita a queste persone e, al tempo stesso, di far sì che l’accoglienza non sia indiscriminata. L’accoglienza ha il limite dell’integrazione”.

“La capacità di miglioramento – sottolinea Rocca – passa attraverso quella risposta che fino ad oggi non è mai arrivata dalle istituzioni europee. Questa è la mancanza vera che sta mettendo in difficoltà tutto il Paese e quindi anche chi, come noi, gli operatori umanitari, fa il proprio dovere tutti i giorni sui moli, cercando di dare dignità alle persone. Noi non facciamo politica, non entriamo in questo dibattito perché siamo nati ‘tutti fratelli’. Noi continuiamo con questo spirito: a noi interessa la dignità della persona, non chiediamo chi è o da dove viene. Non ci tiri nessuno per la giacchetta, perché per noi l’importante è l’essere umano”.