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Pescara, il censimento di ‘Bike to work’: poche strade a misura di ciclista

Pescara. E’ via Aremogna il tratto di strada su cui i volontari di Fiab Pescarabici hanno rilevato il dato più interessante durante il ‘censimento’ fatto questa mattina, con condizioni meteo poco incoraggianti all’uso della bicicletta.

I dati raccolti durante il ‘Bike to work’ hanno infatti confermato che via Aremogna, zona poco attrezzata per i ciclisti, è invece piuttosto frequentata dalle bici: sono stati conteggiati infatti 114 transiti, che avvengono tra le 7:30 e le 9:30, ossia l’orario in cui mediamente ci si reca a lavoro.

Resta pressochè simile al 2012 l’afflusso di biciclette nei transiti ‘storici’ dei ciclisti, la Strada Parco in primis, dove il raffronto è stato fatto tra due giornate con condizioni meteo instabili: nel 2012 sono stati registrati 263 passaggi, mentre nel 2016 ne sono stati rilevati 304. Numeri ovviamente più scarsi rispetto ai rilevamenti effettuati nelle giornate di sole.
Come per la Strada Parco, anche per via Regina Margherita l’afflusso di ciclisti è mediamente notevole: si registrano 180 passaggi, dati che stanno ad indicare la maggior presenza di ciclisti nei luoghi adatti al transito delle due ruote, dotati di pista ciclabile, segnaletica e traffico di auto limitato.

Piazza Italia e Piazza della Repubblica consolidano il dato robusto di sempre, come anche il Ponte D’Annunzio. Entra nelle prime posizioni la rotatoria di Piazza Unione, con il maggior dato odierno rilevato, nonostante intorno ad essa non ci sia nessun accorgimento di tutela delle due ruote, che anzi, qui trovano una significativa difficoltà di transito.

“Le ragioni del più scarso traffico di ciclisti urbani di questa edizione del Bike to Work rispetto alle precedenti”, ha precisato Laura Di Russo, presidente di Fiab Pescarabici, “vanno però ricercate anche in altre direzioni, come ci hanno dichiarato gli stessi cittadini questa mattina durante le nostre rilevazioni”.

“La mancanza di sicurezza sulle strade, gli stalli per bici quasi inesistenti ed i continui furti sono forti deterrenti all’uso della bicicletta. Uso che non viene certo incentivato da una politica pubblica che ne incoraggi l’utilizzo anche attraverso attività di comunicazione dedicate. Ecco perché perfino in una città in pianura, dal clima mite, e desiderosa, stando al fermento e all’attivismo delle associazioni ambientaliste, di muoversi in modo sostenibile, la bici fa fatica a decollare”.