“Dal giorno in cui il nostro bambino è volato in cielo a causa di questa piaga sociale – dice la donna – io e mio marito ci siamo ripromessi di cercare di combattere la casta medica. Non abbiamo l’illusione di cambiare il sistema ma il nostro intento e’ di unirci e iniziare a far sentire la nostra voce di sdegno”. Il 6 maggio, annuncia poi, “ci sarà una grande manifestazione a Pescara” nella ricorrenza del secondo compleanno del piccolo Paolo e “cercheremo, conclude, di far diventare il 6 maggio la giornata nazionale delle vittime della malasanità'”.