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L’ex del Pescara vittima del fallimento del Parma: il padre di Berardocco tenta il suicidio

Montesilvano. La carriera da calciatore del figlio calciatore, ex del Pescara, minata sul nascere dal fallimento del Parma e lui minaccia il suicidio con cappio e coltello: gesto eclatante, ieri sera, del padre di Luca Berardocco.

Roberto Berardocco, 52enne padre di Luca, centrocampista 24enne sbocciato nel vivaio della Pescara Calcio, ha provato ha tentato i suicidio ieri sera nel suo appartamento di Montesilvano. Giovane promessa del calcio, Luca era riuscito a fare il salto di qualità con il tesseramento nel Parma, poi il club emiliano è fallito ed è stato svincolato,finendo così in Lega Pro con la Carrarese.

Un torto subito, agli occhi del padre, che ieri, con un gesto disperato, ha cercato di ottenere in qualche modo giustizia facendo accendere i riflettori sul caso tentando la via del clamore. Ha prima mandato centinaia di sms a giornalisti, procuratori, allenatori e conoscenti annunciando di volersi suicidare, poi ha chiamato direttamente il 112 invocando l’intervento del Pm Gennaro Varone, magistrato che tra Pescara e Montesilvano ha indagato approfonditamente anche nelle pubbliche amministrazioni.

Due pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno raggiunto la casa di Berardocco, dove il comandante Vincenzo Falce ha intavolato la prima trattativa con il 52enne già con il cappio attorno al collo e un coltello in mano, pronto, a suo dire, a puntarselo contro. Ore di tensione e di tentativi di dissuasione, mentre all’esterno era già pronta l’ambulanza e una folla di curiosi si era radunata. Poi è stato il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Paolo Piccinelli, a riuscire ad entrare nell’abitazione e, dopo un’altra estenuante ora di persuasione, a far calmare il padre disperato, mettendolo in contatto con Varone, pronto a incontrarlo per analizzare il suo caso.

Prima di desistere definitivamente, Roberto Berardocco ha consegnato una serie di documenti e lettere sulla vicenda del figlio, per poi lasciarsi accompagnare in ospedale, dove è stato prima sottoposto a una visita di controllo e, infine, ricoverato nel reparto di Psichiatria.