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Pescara, lavori bloccati e aule insufficienti: l’alberghiero non accetta più studenti

Pescara. Le criticità delle varie strutture, al centro anche di un esposto alla Procura, bloccano le iscrizioni all’istituto alberghiero. Mentre continua la polemica sui lavori bloccati, il De Cecco chiude le porte a nuovi studenti.

“Si comunica che, a causa delle note criticità relative agli edifici scolastici in cui è ospitato il nostro Istituto, e al fine di garantire a tutti adeguate condizioni di vivibilità e di sicurezza, non saranno piu’ accettate ulteriori iscrizioni o trasferimenti da altri istituti”. Questo il messaggio riportato sul sito dell’istituto De Cecco che, a tutti gli effetti, chiude le porte a nuovi studenti interessati alla formazione professionale nella ristorazione e nel campo turistico-alberghiero. Una “chiusura” che si riflette anche per i 1700 studenti che già frequentano la scuola suddivisa nelle sedi di via Italica, via Dei Sabini e via Tirino, ribadita da un altro messaggio che campeggia nel sito internet scolastico: “A causa di cambiamenti nella numerazione delle sezioni e di accorpamenti tra le stesse, si consiglia ai genitori di acquistare il libri di testo solo dopo la pubblicazione degli elenchi delle classi che avverrà non prima del 27 agosto”.

Solo l’ultima, brutta novità nella vicenda del De Cecco, dove a febbraio scorso è crollato un pezzo di solaio sulla testa di tre studenti, dove i lavori di ristrutturazione sono attesi da anni e dove, pochi giorni fa, è partita la battaglia del collettivo di docenti e dipendenti ‘Alberghiero in lotta’ che ha portato la storia all’attenzione della Procura della Repubblica, che ora indagherà sulle responsabilità di chi, tra vecchia e nuova amministrazione provinciale, ha fatto sì che il ministero non ricomprendesse il De Cecco nei fondi del prossimo triennio di riqualificazione, mentre i fondi del passato non siano ancora stati trasformati in cantiere.
Su questo piano danza il balletto delle responsabilità politiche. L’ex assessore all’Edilizia Scolastica, oggi consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio Rapposelli giustifica quanto non fatto dalla sua Giunta: “Da assessore provinciale ho reperito e destinato alla struttura scolastica ben 2milioni 850mila euro di finanziamenti. Per quanto riguarda i finanziamenti erogati dal Ministero, su istanza dell’amministrazione provinciale di centro-destra, nel 2013, ricordo che siamo riusciti a far finanziare i lavori inerenti il Liceo Sportivo ‘Volta’, il Liceo Coreutico ‘Misticoni’ e l’Istituto tecnico ‘Acerbo’, per 1milione 400mila euro. Non potevamo, all’epoca, chiedere ulteriori somme per l’Alberghiero”. Nel frattempo, però, è cambiata amministrazione provinciale, comunale e ministro all’Istruzione e la Giannini non ha incluso l’istituto Pescarese tra quelli finanziati per la messa in sicurezza. “Se oggi l’Alberghiero ancora non dispone delle 21 aule necessarie per l’attività didattica la responsabilità è del Comune”, aggiunge Rapposelli, “Personalmente, da consigliere comunale di opposizione, un anno fa, ho portato in Consiglio comunale una mozione, approvata anche dalla maggioranza, con cui chiedevamo di dare all’Ipssar De Cecco tutti gli spazi della scuola materna ‘Fellini’ in via Italica, per alleviare il disagio determinato dalla carenza di aule. Se i lavori finanziati sono fermi e se a oggi l’Istituto non ha ancora aule, la responsabilità è del Pd, in Comune e in Provincia”.

Di tutt’altro avvisto Antonio Blasioli, presidente del Consiglio comunale, che riprende quanto già detto dal presidente della Provincia Di Marco e ribatte: “La programmazione nazionale, approvata lo scorso 29 maggio, si basa sulle richieste e sulle segnalazioni fatte dai singoli enti locali e sulle relative graduatorie predisposte dalle rispettive Regioni. Si tratta, ed è bene chiarirlo, di un bando del 2013 e la Provincia di Pescara ottiene il finanziamento per tre Istituti, ma non per l’Alberghiero, per cui non è stata fatta richiesta. In quel periodo assessore alla Pubblica Istruzione era proprio Rapposelli che era ben a conoscenza che c’erano problemi di sicurezza in via Italica, tanto che si dovette intervenire per posizionare delle reti che impedissero la caduta di calcinacci dai solai, reti tuttora presenti. Rapposelli era inoltre a conoscenza delle carenze relative alle uscita di sicurezza della sede centrale di via Dei Sabini, con particolare riferimento alla scala di emergenza”.