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Tocco da Casauria, Cir a rischio di chiusura definitiva: in bilico la Cassa integrazione di 160 dipendenti

Tocco da Casauria. Un’interrogazione alla Camera indirizzata al Ministro del lavoro e dello Sviluppo economico quella firmata da Gianni Melilla, parlamentare Sel Abruzzo, in merito alla proroga della Cassa integrazione per i 160 dipendenti della Cir (Compagnia Italiana Rimorchi), l’azienda produttrice di macchinari per il rimorchio e il semirimorchio, leader italiana nel settore dell’automotive.

O meglio, leader italiana lo è stata fino allo scorso settembre, quando i comparti produttivi dell’azienda sono stati ceduti alla società polacca Wielton, con cui Cir, lavotratori, Cgil e Uil, nonché Confindustria e Ministero delle Attività produttive hanno raggiunto un accordo volto alla salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti degli stabilimenti italiani, attualmente tutti in Cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale per i dipendenti, però, è in imminente scadenza: la data del 30 luglio è ormai prossima e ancora nulla è stato fatto per la sua proroga.

“Il 30 luglio scade la cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) e per ora non c’è certezza che venga prorogata per altri sei mesi, come avevano più volte chiesto i lavoratori della Compagnia italiana rimorchi” ha scritto Melilla nell’interrogazione alla Camera. “I sindacati sottolineano come ci sia il forte rischio per questa auspicata proroga e i lavoratori dello stabilimento di Tocco, ed altrettanti della Cardi di Verona e della Viberti di Torino, perderanno ogni tipo di ammortizzatore sociale”.

Tre in tutto gli stabilimenti della Cir: l’azienda, infatti, ingloba anche i marchi Cardi e Viberti, che fanno rispettivamente parte delle sedi di Bussolengo (Verona) e di Nichelino (Torino); la situazione della Cir non è nuova sul tavolo del Parlamento italiano: già negli anni precedenti all’accordo stipulato con la società polacca era stata fatta presente la situazione di crisi finanziaria nella quale versava l’azienda, le cui quote maggioritarie sono detenute dalla famiglia Margaritelli. Già dal 2005 i lavoratori della Cir erano, a turno, in Cassa integrazione.

L’accordo raggiunto lo scorso settembre con la Wielton, volto a conservare i posti di lavoro dei dipendenti, nasce a seguito delle numerose rimostranze portate avanti dai lavoratori, guidati da Fiom Cgil; soprattutto, tale accordo è stato stipulato nell’ottica di una ripresa produttiva della Cir, che detiene ancora tutti i macchinari utilizzati per la produzione di rimorchi e semirimorchi.

Nel frattempo, c’è la preoccupazione di non lasciare scoperti i 160 lavoratori con la Cassa integrazione in prossima scadenza. “La società toccolana in accordo preventivo è controllata dal commissario nominato dal presidente del Tribunale di Verona (sede legale di Cir), Roberto Maria Rubini, che sinora non ha ancora fatto questa richiesta all’Inps” aveva fatto sapere Melilla lo scorso mese.

Ad oggi, evidentemente, nulla si è ancora mosso in tal senso:

“Insomma il 30 luglio prossimo potrebbe essere la data della chiusura definitiva della Cir, se non intenda intervenire per scongiurare il rischio che i lavoratori perdano la proroga di altri sei mesi di Cigs e, conseguentemente, il posto di lavoro” ha concluso Melilla.