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Scarichi selvaggi nel pescarese: Escherichia Coli altissima a Città Sant’Angelo

Pescara. Valori di Escherichia Coli 6 volte il limite consentito nel fiume Saline: la Polizia provinciale scopre gli scarichi abusivi a Città Sant’Angelo e multa l’Aca. Violazioni anche a Collecorvino e Tocco: mancano i depuratori.

E’ stata implementata a partire dalla scorsa estate l’attività della Polizia Provinciale, coordinata dal comandante Giulio Honorati, per aumentare il controllo sugli scarichi nei fiumi della provincia di Pescara. Sono state le numerose segnalazioni circa il forte odore di reflui fognari ad attivare i sopralluoghi sulla sponda nord del Saline, nel territorio di Città Sant’Angelo, dove, in via della Scafa, l’impianto di sollevamento della rete fognaria pubblica gestita dall’Aca, ha il punto di sfioro dell’impianto Saline 2. Il 5 agosto è stato accertato uno scarico non autorizzato dall’impianto e in seguito sono stati emessi due verbali nei confronti dell’Aca, sanzione da 6mila a 60mila euro. “Subito dopo”, riferisce il presidente della Provincia Antonio Di Marco, “gli uomini di Honorati hanno prelevato un campione d’acqua nei pressi dello scarico e l’hanno consegnato all’Arta, che a ottobre ha dichiarato di aver  riscontrato un livello di concentrazione del parametro Escherichia Coli elevatissimo, ovvero 32mila ufc/100 ml, a fronte dei 5mila di limite previsti per legge. Nel gennaio 2015 è stata emessa un’informativa di reato all’Autorità Giudiziaria per il ragionevole dubbio che la perdita fognaria direttamente nel Saline, senza passare dal depuratore, sia perdurata negli anni e, secondo le dichiarazioni raccolte, sia stata causata fin dal 2008”.

“Un’altra operazione”, aggiunge il comandante Honorati, “è stata diretta a controllare, lo scorso 19 gennaio, un impianto di depurazione di reflui urbani non autorizzato in località Case bruciate di Collecorvino. Anche in questo caso è stato accertato uno scarico abusivo nel fiume Tavo ed emesso un verbale nei confronti dell’Aca”.

Ma i controlli si sono concentrati anche sul fiume Pescara, dove lo scorso 22 gennaio la Polizia Provinciale e le Guardie Ecologiche Volontarie, coordinate da Liliana Febbo, in località Francoli di Tocco da Casauria hanno accertato che lo scarico di reflui urbani era diretto nel fiume Pescara senza depuratore e ciò ha portato all’emissione di una ulteriore contestazione. Alla quale ne sono seguite altre due sempre relativa alla zona di Tocco, tutte da 6mila a 60mila euro. “Essendo stato autorizzata dalla Regione”, conclude il presidente Di Marco, “la realizzazione di un depuratore proprio in località Tocco da Casauria, mi adopererò affinché i fondi vengano erogati nel minor tempo possibile, in modo da tutelare con certezza la salute del fiume Pescara e ridurre sensibilmente, almeno in quell’area, l’immissione dei reflui urbani senza depuratore”.