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Montesilvano Democratica: sfrattare le prostitute e togliere l’agibilità alle case d’appuntamento

Montesilvano. Togliere l’agibilità agli appartamenti dove si esercita la prostituzione e affiancare dei volontari alla Polizia municipale per un maggiore controllo del territorio. Sono queste le proposte di Montesilvano Democratica per arginare il sempre crescente fenomeno, che interessa anche zone ad alta densità abitativa.

Il mese scorso, il sindaco Maragno ha firmato un’ordinanza anti-degrado che prevede il divieto assoluto, per l’intero territorio comunale, di contrattare prestazioni o solo chiedere informazioni alle prostitute, con multe per i clienti fino a 500 euro: “La realtà, però, ci dimostra che il suo pugno di ferro contro la prostituzione è fallito miseramente”, afferma il capogruppo in Consiglio comunale di Montesilvano Democratica, Lino Ruggero, “un nostro recente sopralluogo ha accertato l’espansione di questa piaga sociale anche nelle zone residenziali, come accade, per esempio, di fronte alla Guardia medica e alla Guardia costiera, in via Inghilterra, punto focale della città, a pochi passi dalla riviera e dai Grandi alberghi”.

Ruggero parla di “un vero e proprio decadimento della vita urbana, con le mamme costrette a portare i loro figli a passeggio tra fazzoletti sporchi e profilattici usati, abbandonati sotto le loro case” (in foto). Il potenziamento dei controlli è un bisogno necessario quanto scontato: “Ma l’organico della Municipale è insufficiente”, sostiene Lino Ruggero, pertanto, Montesilvano Democratica propone di affiancare dei volontari agli agenti”.

L’iniziativa più forte, però, è quella destinata alle case d’appuntamento: “Montesilvano Democratica ha già presentato, due mesi fa, una mozione per cambiare la destinazione d’uso degli appartamenti occupati da prostitute, da inserire nel Piano regolatore generale”, prosegue Rugerro, “ L’approvazione di questa norma, vigente da anni nella vicina Silvi, prevede la possibilità di togliere l’agibilità degli appartamenti usati da prostitute e anche lo sfratto delle meretrici, in pratica un vero e duro colpo al sistema della prostituzione in casa. Ma”, conclude, “la nostra proposta non è ancora stata presa in considerazione”.