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Campo Imperatore, rifiuti ovunque durante il motoraduno FOTO-VIDEO

Castel del Monte. Un motoraduno invade Campo Imperatore e la piana si riempie di rifiuti,  la denuncia della Soa dopo lo scorso week end: “Bivacchi e fuochi d’artificio in habitat protetti”.

Sono gli ambientalisti della Stazione Ornitologia Abruzzese a denunciare quanto già sottolineato con indignazione nelle ultime ore sui social network, a commentare i video e le foto dell’Arrosticinentreffen, raduno annuale che porta centinaia di motociclisti per due giorni a Campo Imperatore, al bivio tra Fonte Vetica e la strada che conduce al Gran Sasso.

Località frequentatissima praticamente ogni giorno, meglio conosciuta come “macelli” da chi acquista carne e arrosticini nei tipici ristori che forniscono in loco anche brace e fornacelle. “Campo Imperatore trasformato nel delirio per un motoraduno”, commenta la SOA, davanti alle immagini postate dagli stessi partecipanti al motoraduno: “Campeggi improvvisati, auto e moto su habitat rari e protetti, rifiuti, fuochi artificiali alla faccia delle regole: ma è un Parco nazionale o un Luna Park di quart’ordine?”.

L’interrogativo degli ambientalisti, in effetti, si giustifica da sé: non tanto per le decine e decine di tende da campeggio montate sul prato, quando per “Moto che scorrazzano e vengono parcheggiate sulle preziose praterie per la cui tutela l’Ente Parco del Gran Sasso sta spendendo anche molti denari dei contribuenti con progetti europei LIFE”. spiega la SOA, che continua, “un accampamento che diventa un campeggio fai da te sulle medesime praterie, uso dei droni (per girare i filmato, Ndr.) che in un parco dovrebbero essere vietati per il disturbo che arreca alla fauna. Addirittura in un video si vedono fuochi artificiali, anch’essi sottoposti ad autorizzazione del Parco che ovviamente non potrebbe darla in un luogo così delicato. Tra l’altro anche nei video (rimossi dalla rete dopo l’allarme lanciato, Ndr.) si può osservare chiaramente come è ridotto il cotico erboso: non sono semplici prati ma comunità erbacee estremamente importanti e protette da leggi, almeno sulla carta. In molti punti si inizia a vedere il terreno scoperto che in ambienti così estremi con le precipitazioni viene eroso e dilavato facendo diventare molto difficile il reinsediamento delle piante”.

Nottetempo, in tanti si sono “dilettati” a far rombare fragorosamente le moto fino a far uscire le fiamme dalle marmitte, o a lasciare i segni delle gomme sull’asfalto. La scena peggiore si è presentata domenica mattina, all’indomani della festa di sabato sera: rifiuti ovunque trasportati dal vento della giornata di malmtepo e alla mercè dei cavalli, con alcuni esemplari addirittura imboccati dai presenti con ciò che rimaneva dai banchetti: “E non vogliamo immaginare la gestione dei cosiddetti bisogni di tutte queste persone”, aggiunge la SOA.

Una situazione di totale far west, ben lontana dai tanti film girati in zona, che fa il paio con quanto da noi già denunciato in merito al commercio ambulante incontrollato, con piazzisti onnipresenti a montare bancarelle anche dinanzi i cartelli di divieto.

“Il Presidente Navarra come giudica queste immagini?”, si domanda ancora l’associazione ecologista, “Cosa intende fare per tutelare la biodiversità e garantire un decoro a chi vuole visitare un Parco nazionale senza vedere queste scene?

 

“Il turismo non è un assalto selvaggio”, chiosa, infine, la Soa, “Nel piccolo Tibet si va per fare escursioni nel silenzio, non per sentire un frastuono degno di una periferia. Bisogna organizzarlo in maniera decorosa. Quando si arriva in un parco bisogna pensare di trovarsi in un giardino, non in un parcheggio.