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L’Aquila, Operazione Attenti a quei due: sventata mega truffa ai danni dello Stato

L’Aquila. Avevano costituto una serie di associazioni onlus collegate tra loro ed una fondazione denominata “Abruzzo solidarietà e sviluppo” finalizzata all’acquisizione di fondi idonei alla realizzazione di progetti per i Comuni del cratere. L’obiettivo era quello di distrarre somme previste dai ‘fondi Giovanardi’ per la popolazione del cratere sismico.

Nei guai sono finite due persone, Fabrizio Traversi, 62 anni, romano, direttore del sistema qualità di montagna del disciolto ente italiano della montagna, e Gianfranco Cavaliere, 36 anni, medico aquilano, arrestate dai carabinieri del Noe di Pescara per una presunta truffa allo Stato. I fondi, pari a 12 milioni di euro, servivano per interventi urgenti di carattere sociale. La presunta truffa è stata scoperta dopo laboriose indagini avviate nel maggio del 2010.

Per la realizzazione di tale progetto criminale, ha spiegato il procuratore capo Alfredo Rossini, sono stati coinvolti numerosi soggetti istituzionali ingannati o inconsapevolmente strumentalizzati da Traversi e Cavaliere. Le indagini, dicono ancora gli inquirenti, proseguiranno per accertare i fatti contestati e l’esistenza di altre ipotesi di reato.

L’operazione è stata denominata “Attenti a quei due”, dalle intercettazioni telefoniche in cui gli indagati si definiscono come i due attori del noto serial televisivo. Nell’inchiesta ci sono anche cinque indagati, accusati dello stesso reato. L’ordinanza di custodia cautelare è composta da 150 pagine gran parte delle quali dedicate alle intercettazioni telefoniche. Attualmente sono in corso perquisizioni a Roma e nel Comune di San Demetrio ne’ Vestini.

 

Il commento dell’assessore comunale, Stefania Pezzopane. Sui fondi Giovanardi la nostra richiesta è sempre la stessa. Chiarezza, chiarezza e ancora chiarezza. Lo chiediamo da tempi non sospetti. Il Sindaco Cialente, subito dopo la pubblicazione della graduatoria dei fondi, ha firmato una richiesta di accesso agli atti. Avevamo chiesto al Commissario Chiodi di rendere noti i verbali delle Commissione, di far luce sui criteri in base ai quali erano stati assegnati i punteggi a ciascun Comune. Richieste su cui non c’è giunta mai alcuna risposta. La vicenda dei fondi Giovanardi puzzava sin dall’inizio. Il Comune dell’Aquila presentava progetti seri, come i centri sociali a Bazzano ed Arischia, centri polifunzionali nei progetti CASE, i centri di prossimità e centri per disabili. Ma nessun andava mai bene. Oggi i cittadini di quelle zone, che si sono visti negare i progetti, capiscono come vanno le cose! Alla Fondazione Abruzzo Solidarietà e Sviluppo il Comune dell’Aquila non ha mai aderito. Dopo i primi contatti ed incontri con i vertici della Fondazione, il Comune decise di non voler essere della partita. La vicenda non ci piaceva. Non riuscivamo a comprendere perché ci dovesse essere un organismo che facesse da intermediario, da filtro, tra i Comuni del cratere e i fondi statali. Ancora un volta il Comune dell’Aquila ci ha visto lungo ed oggi in molti gli danno ragione. La nostra mancata adesione allora, invece, provocò qualche mal di pancia. Fioccarono critiche da alcuni amministratori e dai vertici della Fondazione. Nei mesi scorsi, mentre i nostri uffici amministrativi erano al lavoro per presentare i progetti da inserire in graduatoria, apprendevamo della costituzione di cooperative sociali formate ad hoc per gestire le strutture finanziate con i fondi Giovanardi. Eravamo sempre più preoccupati che attorno alla gestione dei fondi ci fossero parecchie ombre. Alla luce delle ultime vicende e considerato che la Fondazione, attraverso i suoi vertici, in più occasioni ha palesato il suo collegamento con il Dicastero di Giovanardi e che lo stesso Traversi, come l’attuale presidente della Fondazione, dott. Pollini, si rappresentavano come collaboratori del Sottosegretario, chiediamo al Presidente Chiodi per una volta tanto un gesto di coraggio. Blocchi la graduatoria dei fondi, su cui già in tempi non sospetti abbiamo avanzato forti dubbi. Ne ha potere, visto che il bando e la costituzione della Commissione portano la sua firma. Per fare chiarezza non vorremmo essere costretti a chiedere di sostituire il Commissario Chiodi con il Commissario Montalbano”.

 

Le precisazioni dell’Arcidiocesi de L’Aquila. In una nota ufficiale, l’Arcidiocesi dell’Aquila, comunica che ”in un primo momento ha fatto parte della Fondazione Solidarietà e Sviluppo, con l’unico obiettivo di dare un contributo alla rinascita del territorio aquilano. Dopo aver appreso con amarezza la notizia degli arresti di questa mattina, rinnoviamo la massima fiducia nei confronti della Magistratura e di tutti gli organi inquirenti ed auspichiamo che venga fatta chiarezza nel più breve tempo possibile per il bene di tutti”.