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Centro autismo Pratola, arcivescovo Valentinetti ricorre al TAR contro Asl L’Aquila

Pratola Peligna. Non speculiamo sull’Autismo e su nessun’altra sofferenza». Interviene così monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne per chiarire la sua posizione in riferimento al ricorso presentato dalla Fondazione Paolo VI, onlus di cui il vescovo pro-tempore è Presidente, al Tribunale Amministrativo Regionale d’Abruzzo contro la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

«Non siamo interessati specificatamente alla struttura di Pratola – risponde, meravigliato, il presule – ma come Fondazione abbiamo scelto, non da soli, di ricorrere alla Magistratura amministrativa non per ottenere l’affidamento diretto del centro peligno, ma affinché, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali poste a presidio dell’attività sanitaria, lo stesso possa essere affidato a soggetti accreditati pubblici o privati e non a Cooperative prive del presupposto necessario per esercitare qualsiasi attività sanitaria, ossia l’accreditamento».

Questa la replica di monsignor Valentinetti che approfitta del momento per spiegare definitivamente la posizione della Fondazione correlata all’arcidiocesi di Pescara-Penne.

«L’unico interesse che ci riguarda – afferma con forza il vescovo – è il benessere di chi si rivolge alle nostre strutture e tanto abbiamo investito in questi anni, in risorse umane, tecnologiche ed economiche, per prestare servizi riabilitativi adeguati e per rispondere sempre ai requisiti richiesti per l’accreditamento. Nonostante le difficoltà, lavoriamo sempre per l’eccellenza, cercando di formare i dipendenti alla professionalità e all’attenzione umana e non capisco per quale motivo dovremmo rinunciare ad offrire il nostro servizio specialistico. Non si può insinuare, sempre e per di più senza motivo, che dietro la gestione di fondi e di denaro ci possano essere interessi personali o guadagni facili».

L’arcivescovo, che da qualche mese ha “preso in mano” la fondazione Paolo VI, specificando la volontà di essere sempre più «un’attività sociale ispirata dalla carità» è amareggiato dalla situazione, ma «continueremo ad operare nel settore con lealtà e con attenzione – conclude Valentinetti – senza lasciarci abbattere da giudizi infondati e, talvolta, deontologicamente discutibili».