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Terremoto L’Aquila, ricostruire la città almeno in 3D

L’Aquila. Con il primo fine settimana di ottobre inizia a L’Aquila l’impresa capitanata dall’architetto inglese Barnaby Gunning, con la collaborazione di decine di aquilani e non: comunque sia, volontari.

Obiettivo: riportare la città de L’Aquila, foto dopo foto, immagine dopo immagine, che saranno poi trasformate in immagini tridimensionali attraverso le quali ridare vita a una città ancora ferma a 18 mesi di distanza da quella notte.

Merito del software Sketchup, messo a disposizione da Google, grazie al quale è possibile modellare, ricostruendoli, monumenti, edifici, piazze e quartieri della città.

Merito, però, soprattutto di una intuizione che nasce dall’amore per la città de L’Aquila: quell’amore che impedisce di arrendersi di fronte all’immobilismo della ricostruzione e che nel piccolo vuole lasciare un progetto. Magari per chi questa città non la rivedrà più com’era prima.

Nasce così l’idea dei “click days”, week end di ottobre, novembre e dicembre in cui gruppi di 20 volontari si cimentano con macchinette fotografiche, grandangoli, cavalletti. Con gli immancabili caschetti e pass, si entra nella zona rossa e si scansiona ogni edificio, dal basso verso l’alto, evidenziando attraverso le immagini i particolari, le finestre, gli elementi di pregio. I crolli, in molti casi.

Partenza da Piazza San Pietro, crivellata dai colpi del sisma. Ma che, almeno attraverso i click Days e sketchup, potrà rivivere ancora.

 

Ogni fine settimana, ai due turni di mattina e pomeriggio di sedute fotografiche, si terranno anche i corsi di Sketchup, presso la Facoltà di Scienze a Coppito, laboratorio Le Ville Plus: iscrizioni su www.comefacciamo.com.

Eleonora Falci