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Arap, Apindustria L’Aquila denuncia lo smantellamento dei nuclei industriali

L’Aquila. “La vicenda della riorganizzazione delle aree industriali abruzzesi, iniziata sotto il centro-destra con l’unificazione dei vari consorzi locali nella sigla ARAP (L.R. n. 23 del 29/06/2011), sta assumendo i soliti connotati campanilistici, di facciata e di senso opposto rispetto ad una ottimizzazione di risorse e servizi”.

Inizia così una nota a firma di Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale di Apindustria, associazione piccole e medie imprese della provincia dell’Aquila.

“Il centro-sinistra, appena assunto il ruolo guida in regione, aveva espresso segnali piuttosto evidenti sulla volontà di smantellare l’Agenzia per tornare al precedente sistema dei Consorzi rivisitandone i ruoli e le strutture al fine di ridurne i costi, attribuendo agli stessi altri compiti derivanti da diverse amministrazioni pubbliche.

E’ invece notizia recente – sostiene Fiamma – che l’attuale Commissario, Giampiero Leonbruni, già dipendente della Toto S.p.A., con la benedizione del Presidente Luciano D’Alfonso, intende istituire una sede unica con sede a Pescara prendendo probabilmente in affitto nuovi locali di oltre 3.000 mq. chiudendo definitivamente ogni struttura territoriale da Teramo a Vasto passando per L’Aquila, Avezzano e Sulmona.

La prima assurdità riguarda proprio l’ubicazione della struttura dato che proprio il Consorzio Industriale Val Pescara, distintosi per una continua e costante malagestione che lo aveva condotto a decine di milioni di euro di debiti (circa 60 mln di euro tuttora persistenti), fu tenuto fuori dalla neonata agenzia per non pregiudicarne il periodo d’incubazione.

Con questa mossa, nonostante la provincia di Pescara non sia certo quella più rilevante per il comparto industriale regionale – osserva il segretario di Apindustria – si renderebbe possibile inglobare anche questo Consorzio ripianando i debiti pregressi a spese della collettività.

A quanto detto si aggiunga il fatto che tutti i Consorzi Industriali in regione, ad eccezione proprio di Pescara per i motivi già esposti, sono dotati di un patrimonio, anche immobiliare, di tutto rilievo come il complesso ex Villeroy & Boch a Teramo, le sedi di proprietà ad Avezzano e Sulmona, il patrimonio dell’Aquila, pari a circa 6.000.000 di euro, compresa l’attuale sede del tribunale dell’Aquila a Bazzano che, a breve, tornerà disponibile.

Lo stesso Consorzio aquilano, oltretutto, all’atto della fusione, ha dovuto farsi carico dell’intera dotazione dell’ARAP pari a 1.100.000 euro in quanto unica struttura con buona liquidità a seguito di gestioni rivelatesi virtuose nel corso degli anni ma nonostante ciò si preferisce procedere ad un oneroso affitto al solo fine di privilegiare interessi geopolitici.

Ancora nessuna certezza circa il futuro dei dipendenti che, presumibilmente, dovranno scegliere di trasferirsi nel capoluogo adriatico dato che la mobilità ad altri Enti pubblici è, di fatto, se non più praticabile, resa difficoltosa dalla vertenza già in atto con le Province.

La nostra Associazione – fa sapere Mari Fiamma – si impegnerà da subito per scongiurare tale ipotesi informando e coinvolgendo il Vice Presidente della Regione Giovanni Lolli, le locali sigle sindacali, i consiglieri comunali e i sindaci di L’Aquila, Avezzano e Sulmona, per scongiurare un’azione così insensata e sarà pronta, al solito, ad ogni azione necessaria per bloccare l’ennesimo tentativo di delocalizzazione a senso unico che caratterizza le scelte politiche di questa regione”.