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L’Aquila, funzionario del Comune sospeso per induzione indebita

La Polizia sta notificando questa mattina un’ordinanza emessa dal Gip Guendalina Buccella di sospensione da pubblico ufficio nei confronti di un funzionario del Comune dell’Aquila per il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Si tratta dell’ex direttrice pro tempore e attuale coordinatrice del Centro Servizi Anziani, ex Onpi, indagata per aver indotto, nel dicembre 2014, un imprenditore, titolare di una ditta di facchinaggio e traslochi, a darle mille euro, con la promessa estorta di farsene dare altri 100 o 200, minacciando, in caso contrario, l’interruzione dei rapporti lavorativi.

Anche l’imprenditore, G.B., risulta indagato per aver aderito alla richiesta e aver consegnato una parte di soldi contanti, con la promessa di darne a breve ancora.

Dall’esame della documentazione acquisita in Comune, di quella bancaria e dalla testimonianza resa dal titolare della ditta coinvolta, insieme alle intercettazioni telefoniche e ambientali, infatti, si è potuti risalire alla fitta trama di rapporti che legava i due.

In particolare, sarebbero stati dei prelievi al bancomat effettuati a ridosso dell’incontro stabilito per la consegna del denaro in contanti ad aver convinto gli investigatori della presenza di reato. Inoltre dalle intercettazioni sarebbero emersi dei riferimenti a possibili lavori futuri da assegnare all’imprenditore senza passare per una gara pubblica.

Secondo la Procura e il Gip, dunque, non aderire alle richieste economiche del funzionario avrebbe comportato per il titolare della ditta, la perdita dell’opportunità di lavori futuri. Ma d’altro canto l’uomo non ha fatto nulla per opporsi alla volontà del funzionario, seguendone le indicazioni alla lettera. Quindi se da un lato ha subito pressioni illecite che lo hanno indotto al versamento di mille euro, dall’altro ne ha ricavato un concreto vantaggio, ricevendo dopo tre mesi, una nuova richiesta di preventivo per ulteriori lavori.

Le indagini proseguono e non è da escludere che a stretto giro possano esserci ulteriori sviluppi su altri ipotesi di reato commesse.

La posizione del funzionario si aggrava: contestati altri reati

Corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in un bando di gara. Sono questi gli altri reati contestati al funzionario per i quali risulta indagato anche il Segretario Generale del Comune, che verrà interrogato dal G.I.P., così come il Funzionario Comunale.

Per gli inquirenti i due avrebbero tentato di condizionare, predeterminandone l’esito a loro favore, i contenuti del bando di concorso pubblico indetto dal Comune nel 2014 per la copertura del posto di Direttore del Centro Servizio Anziani, organo comunale.

In particolare, l’ex Direttore del C.S.A., in scadenza di incarico a fine dicembre 2014, avrebbe predisposto al Segretario, presidente anche della commissione che avrebbe dovuto esaminare i concorsisti, un appunto sul quale era riportato un elenco di materie d’esame, confacenti alle sue conoscenze e al suo curriculum di studi e professionale, per indirizzare a proprio vantaggio i contenuti del bando di concorso pubblico indetto dal Comune di L’Aquila. Inoltre suggeriva a quest’ultimo di nominare, quale membro della commissione di concorso, un professore suo amico, che aveva già contattato e sul cui appoggio il funzionario contava.

In questo modo si consentiva alla donna di avere un ingiusto vantaggio oltre ad esercitare una turbativa del procedimento amministrativo. Per il segretario, invece, come contropartita avrebbe dovuto esserci la nomina di collaboratore dell’ex Onpi. Così, nonostante il fatto che l’ex direttore, unico concorrente a sostenere la prova orale, non abbia superato il concorso, non diminuisce la condotta contestata e sebbene il segretario comunale abbia alla fine cambiato i componenti della commissione esaminatrice, che poi non ha fatto vincere il concorso all’ex direttore, ha fatto in modo che la dnna ricevesse comunque nominata coordinatrice della struttura, con un incarico creato ad hoc.

L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore della Repubblica Fausto Cardella e dai Sostituti Procuratori Fabio Picuti e Stefano Gallo, è stata svolta dalla Squadra Mobile della Questura dell’Aquila, in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura.