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Cronaca Chieti

A Chieti il primo trapianto di cornea durante l’emergenza Covid-19. Mastropasqua: ‘Adesso è tempo di ripartire’

Chieti. E’ stato effettuato per la prima volta durante il lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19 un intervento di trapianto di cornea in una giovane paziente sofferente per una grave caduta del visus. L’operazione chirurgica è stata effettuata oggi dal professor Leonardo Mastropasqua, direttore del centro nazionale di Eccellenza in Oftalmologia dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, presso l’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti.

Attualmente la normativa vigente consente l’esecuzione di trapianti d’organo che sono da considerare urgenze chirurgiche, determinate non tanto dalla patologia da trattare, che in alcuni casi potrebbe anche essere gestita in elezione, ma quanto dal fatto che un organo donato rappresenta di per sé un’urgenza chirurgica in quanto, se non impiantato, la donazione andrebbe vana.

La paziente operata questa mattina è una giovane donna che presentava una marcata opacità della cornea conseguente alla cicatrizzazione di un ascesso infettivo. La cornea è una lente naturale presente sulla superficie dell’occhio che ci consente di vedere grazie alla sua trasparenza. In presenza di una cicatrice, si opacizza e non è più possibile avere una visione adeguata.

In questo caso la paziente presentava una cicatrice corneale centrale sul campo pupillare e per questo la visione era notevolmente compromessa. Tale opacità però non riguardava tutto lo spessore della cornea, ma solamente i primi 310 micron (un micron corrisponde ad una parte invisibile ad occhio nudo; la millesima parte di un millimetro). E’ stato quindi deciso di sostituire solamente la parte di cornea malata lasciando in sede gli strati sani della cornea della paziente. Tale tecnica chirurgica viene chiamata cheratoplastica lamellare, che significa sostituzione della sola lamella di cornea malata.

«Effettuare un taglio così preciso ad una profondità definita della cornea del paziente è possibile solo grazie all’alta tecnologia applicata alla chirurgia robotica della cornea – sottolinea Mastropasqua – . Il nostro centro è il riferimento nazionale per questa tecnologia. Attraverso un laser a femtosecondi, ultraveloce e ultrapreciso infatti si possono programmare ed eseguire tagli sulla cornea a profondità e direzione predefiniti e predicibili, senza indurre infiammazione dei tessuti. Il laser, che sostituisce il bisturi, è una luce che seziona la cornea, evitando il ricorso a lame, trapani o taglienti usati in chirurgia tradizionale. Sulla paziente operata questa mattina è stato quindi scelto di effettuare un trapianto lamellare anteriore con laser a femtosecondi, e sostituire così la porzione di cornea malata per uno spessore di 310 micron».

La rilevanza dell’intervento è legata non solo alla tecnica utilizzata, ma è legata anche all’attualità del momento, poiché è stato il primo trapianto di cornea effettuato in Italia con chirurgia robotica durante la pandemia Covid-19.

La tecnica

Inizialmente è stata preparata la cornea del donatore, dalla quale, attraverso l’uso del laser a femtosecondi, è stata scolpita una lamella corneale trasparente del diametro di 8 mm e dello spessore di 310 micron.

Successivamente la paziente è stata preparata con anestesia topica (anestetico somministrato attraverso gocce di collirio senza utilizzo di iniezioni perioculari).La paziente è rimasta sveglia per tutto l’intervento.

La stessa procedura di taglio, con gli stessi parametri utilizzati per il donatore, è stata effettuata sulla paziente. La durata del taglio laser è stata di circa 40 secondi.

Una volta che il laser ha scolpito la lamella corneale, questa è stata semplicemente asportata e sostituita con quella trasparente delle stesse dimensioni prelevata dal donatore.

Gli straordinari vantaggi legati a questo tipo di chirurgia sono rappresentati dalla velocità dei tempi di recupero che risultano molto rapidi, possibilità di effettuare l’intervento in anestesia topica, rischio di rigetto estremamente ridotto, non necessita di ricovero ospedaliero, decorso postoperatorio di semplice gestione.

Oftalmologia e Coronavirus

Il Centro nazionale di eccellenza in Oftalmologia dell’Università “G.d’Annunzio” di Chieti-Pescara, già individuato nei giorni scorsi dalla Società Oftalmologica Italiana come unico Centro di riferimento per l’Abruzzo per il Coronavirus in oculistica, continua quindi a seguire i propri pazienti in tutta sicurezza, dando la priorità a interventi chirurgici che non possono essere rimandati, come il trapianto di cornea, la chirurgia del glaucoma, il distacco di retina, e quelli conseguenti ad eventi traumatici.

Fondamentale, per continuare a lavorare in sicurezza, è la separazione tra il percorso “sporco”, cioè dedicato al Covid-19, e quello “pulito”, da tenere al più possibile riparato dall’infezione, come raccomandato anche dal Ministero della Salute e dall’Assessorato alla Salute della Regione Abruzzo,

«Presso il nostro Centro di eccellenza della Asl Lanciano Vasto Chieti abbiamo attivato tutte le procedure per mettere in assoluta sicurezza medici e pazienti – aggiunge Mastropasqua – e i percorsi oculistici del policlinico Universitario della nostra ASL sono liberi da Covid-19. Abbiamo trascorso gli ultimi due mesi a fronteggiare l’emergenza, ma ora è tempo di ripartire e tornare a prestare le cure più adeguate ai pazienti che presentano altre patologie, nel rispetto di tutti gli standard di totale sicurezza per pazienti e operatori sanitari».

Nel Centro diretto da Mastropasqua vengono seguite procedure di sicurezza rigide: tutti i pazienti sono preventivamente studiati con rilevamento della temperatura all’ingresso e precisa anamnesi definita dalle linee guida della Società Oftalmologica Italiana e dell’American Academy. I pazienti sono visitati uno ogni 40 minuti. Operatori e pazienti sono tutti muniti di dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti copricapo e simili) accompagnati da una sola persona che attende a debita distanza in sale di attesa ampie e adeguatamente preparate. Tutti gli strumenti e gli ambienti sono continuamente sanificati e muniti di barriere di protezione.