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La Fiom sulla situazione della Depuracque Srl di Chieti Scalo

Chieti. Sono 23 i dipendenti della Depuracque Srl ubicata nella martoriata Val Pescara in adiacenza del Consorzio di Bonifica Centro di Chieti.

La Depuracque è l’ unica azienda in Abruzzo in grado di trattare le acque reflue derivanti dalle lavorazioni industriali oltre ad essere specializzata nel trattamento, smaltimento e recupero di reflui e rifiuti in genere. Nel 2015 il consorzio di Bonifica Centro e la Depuracque risultarono indagate per alcuni scandali legati alle loro attività, allo stato attuale non risulta riconosciuta nessuna colpa all’azienda Depuracque ma, nonostante ciò, la forte campagna mediatica di quei momenti nonché le nuove regole stabilite dal Commissario che subentrò nella gestione del Consorzio hanno fatto si che la Depuracque Srl e le proprie maestranze arrivassero a vivere un momento di quasi totale inattività.

La FIOM, stimolata dalle Lavoratrici e dai Lavoratori venne a conoscenza del progetto dell’ ARAP di rilevare l’ azienda(verificabile sulle documentazioni contenute nel sito internet dell’ azienda regionale), chiese subito un incontro alla Regione Abruzzo sia per il problema occupazionale che per l’ ovvio interesse strategico. La regione il 31 luglio 2017 concesse prontamente l’ incontro, durante tale riunione l’ ARAP alla presenza dell’ On. Lolli, della OS nonché le RSA e l’ azienda manifestò ufficialmente l’interessamento alla Deuracque, ci lasciammo con l’ impegno di rivederci entro i primi di settembre 2017 ma purtroppo ad oggi dopo diversi solleciti sia la Regione Abruzzo che l’ARAP risultano latitanti.

La FIOM CGIL di Chieti, attraverso il funzionario provinciale Andrea De Lutis è fortemente preoccupata per il futuro delle maestranze, l’ intervento del contratto di solidarietà attraverso la FIS scadrà il prossimo 6 dicembre 2017 Successivamente secondo indiscrezioni, si prefigura purtroppo la riduzione del personale se non addirittura la cessazione definitiva delle attività aziendali. Se questa vertenza non si risolverà in maniera positiva le ripercussioni future saranno tante: avremo ulteriori 23 lavoratori per strada con altrettante famiglie in difficoltà, sicuramente aumenteranno per le aziende i costi di smaltimento delle acque essendo esse costrette a spedirle fuori regione e non tralasciamo l’ aspetto ambientale, dovremo pregare che la mancanza dell’ unica azienda in Abruzzo che lavora questo tipo di acque non condanni la nostra regione a peggiorare nell’ inquinamento, nella qualità della vita e nelle condizioni di salute delle persone. La FIOM CGIL di Chieti, auspica che la regione Abruzzo riattivi la discussione e intervenga sull’ azienda per scongiurare questa ulteriore perdita di posti di lavoro.