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Torrevecchia, Comune condannato a risarcire società austriaca dell’impianto rifiuti

Torrevecchia Teatina. Il Tribunale di Milano ha condannato il Comune di Torrevecchia a risarcire alla società austriaca Methapower Biogas Gmbh la somma di 291.241,41 euro, salvi ulteriori interessi e spese, per impegni legati all’impianto di trattamento rifiuti che si voleva realizzare a Torrevecchia Teatina.

 “L’amministrazione Baboro – dice in una nota Nando Marinucci – invitò ed aprì le porte agli imprenditori dei rifiuti deliberando interesse per questa scelta che avrebbe garantito grandi ricadute economiche e vantaggi occupazionali. In piena campagna elettorale, però, l’Amministrazione Baboro, per ovvie ragioni elettorali, cambio improvvisamente idea rinunciando ai propri impegni, chiudendo dunque la porta alla Methapower. Una decisione repentina che fu riconfermata, vinte le elezioni, nella prima seduta di consiglio comunale. Comprendere le ragioni di una società invitata per fare propri interessi non è difficile, rimane impossibile invece capire il comportamento di una Amministrazione che, nonostante tutti gli aspetti negativi fatti emergere nelle ripetute riunioni e consigli comunali (organizzati e convocati dall’opposizione), ha tirato diritto ficcandosi in una strada, adesso, senza via di fuga. Preme ricordare che la Baboro fece di tutto per convincere la cittadina della bontà dell’impianto, poi, per convenienze elettorali, fece altrettanto per rassicurarla sulle conseguenze finanziari. Comportamento strambo davvero, visti i risultati dopo due anni. Il disastro in una maniera o nell’altra era nell’aria e ora si comincia a consumare lentamente nel silenzio e nell’indifferenza di una comunità ancora incredula, la parte più dolorosa”.

 “Un disastro non solo per le casse comunali, già provate dalla consolidata inattività amministrativa – conclude Marinucci – ma soprattutto per una comunità, ampiamente tranquillizzata sulla pacifica soluzione, che si vede coinvolta in una mega presa in giro. Cosa si riuscirà a combinare in così poco tempo, vista l’esecutività della condanna, è difficile a dirsi; la Baboro comunque poteva e doveva caricarsi delle spese legali di 11mila euro invece di farle sostenere dai cittadini, ma questo forse è chiedere troppo per dilettanti allo sbaraglio. Nonostante tutto, comunque si spera, che le conseguenze non ricadano davvero sui cittadini, con i più classici dei salassi tributari. Aver ragione dopo tanto tempo, e dopo tutto l’impegno politico e tecnico a scongiurare il pericolo, non può sicuramente gratificare, al limite può aiutare a comprendere la durezza della cervice in certa politica improvvisata”.