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Giorno del Ricordo a Rapino

Rapino. Dopo la “Giornata della memoria” per le vittime della Shoah, il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il “Giorno del ricordo” per non dimenticare gli italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945.

 Uomini, donne, anziani e bambini gettati, vivi e morti, nelle cavità carsiche chiamate foibe. L’ennesima triste pagina della storia contemporanea che merita di essere ricordata e spiegata soprattutto alle giovani generazioni che saranno gli uomini di domani, il futuro di una società che si auspica diventi più civile ed umana.

 Ed è proprio partendo da questo presupposto cheil Sindaco di Rapino, Rocco Micucci, ha incontrato questa mattina gli alunni della Scuola Primaria e Secondaria del suo paese, per riflettere insieme su questa tragica vicenda, che rimane impressa come una macchia indelebile nella storia della nazione.

 “In questa, come in tutte le commemorazioni dobbiamo ricordare – commenta il Primo Cittadino – perché tutto ciò non possa più accadere. La storia è memoria collettiva, chiamata a svolgere un ruolo educativo. Conoscere la nostra storia vuol dire anche guardare al futuro con maggiore consapevolezza”.

 Si rende sempre più necessario uno sforzo educativo da parte della scuola e delle istituzioni, a detta del Sindaco, che spingano ad una maggiore comprensione dei fenomeni storici che purtroppo si ripetono, al fine di ancorare al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo ogni azione futura. E a tal riguardo, non può che ritenersi contento Micucci del lavoro didattico svolto quotidianamente dagli insegnanti soprattutto nelle occasioni come questa e della forte ricettività nei confronti delle iniziative messe in atto dall’Amministrazione comunale, che per l’occasione ha consegnato il “nastro della consapevolezza” tricolore ad alunni e docenti. “Un simbolo col quale sosteniamo i valori di civiltà, libertà, uguaglianza ed orgoglio nazionale” spiega Micucci.

 E si cala nella quotidianità il Sindaco quando a conclusione dell’incontro sostiene che “il comportamento dei vessatori del tempo (riferendosi agli aguzzini delle foibe) oggi ci appare lontano ma ricordare ci aiuta a comprendere quanto sia fragileil confine che ci separa da tragedie molto simili che si consumano nella realtà odierna”.