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Santa Maria Imbaro, operatori Rsa senza stipendio da mesi scioperano dinanzi alla struttura

Chieti. Presidio di tutti i lavoratori davanti alle strutture di residenza sanitaria assistita dell’istituto Santa Rita e Santa Maria Imbaro. I lavoratori lamentano che dal 2012 sono iniziati continui ritardi nel pagamento dei loro stipendi, posticipati dapprima di una settimana e poi sempre più dilatati nel tempo fino ad arrivare alla attuale situazione in cui i compensi non arrivano da circa due mesi.

Gli operatori delle strutture sanitarie rivendicano infatti gli stipendi di ottobre e novembre fino ad oggi ancora non riconosciuti e lo stipendio di dicembre che è prossimo alla data di scadenza con relativa tredicesima del quale i lavoratori non hanno alcuna notizia dalla dirigenza degli istituti. Il comitato degli operatori delle strutture segnala inoltre che ci sono varie strutture RSA di proprietà o comunque direttamente gestite e partecipate dalla Sangro Gestioni SPA, società del gruppo EUKEDOS che risulta avere sede a Gattanico in provincia di Reggio Emilia. Sembra che questa società sia quotata in Borsa e che gestisca in maniera diretta o indiretta anche le strutture sanitarie di San Vitale, Vasto, San Giovanni Teatino, Chieti e Buon Sammaritano di Fossacesia. Nonostante le continue rimostranze presso l’autorità dirigente, i lavoratori delle strutture non hanno mai ricevuto una risposta esauriente e congrua alle loro aspettative e pertanto hanno pensato di rivolgersi direttamente a coloro che risultano proprietari della società Sangro Gestioni della EUKEDOS (conosciuta in passato con la sua ex denominazione ‘ARCHIMEDICA’ e fra l’altro sottoposta già da tempo a provvedimento di concordato fallimentare).

Gli operatori delle strutture in agitazione, si legge in una nota, hanno dunque interpellato i massimi dirigenti delle due società: il presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di EUKEDOS, dott. Iaculano e l’amministratore delegato della Sangro Gestioni, dott. Romagnoli, con la speranza di ottenere da loro almeno un accenno di risposta certa sul destino dei loro stipendi e invitando i dirigenti a un incontro sindacale per definire le loro perplessità rispetto al futuro delle aziende e dei loro posti di lavoro. Sembra, però, che l’unica risposta ottenuta sia stata quella che è meglio essere pagati in ritardo che non essere pagati per niente.

“Ormai siamo stufi di essere presi in giro – fa sapere il comitato dei lavoratori – e chiediamo con tale manifestazione che la proprietà ci convochi al più presto per darci i chiarimenti necessari e le certezze sul futuro del nostro lavoro e delle nostre famiglie. I lavoratori delle strutture su indicate continueranno lo stato di agitazione in attesa di una risposta alla precarietà ma di contro si impegneranno a fornire tutta l’assistenza necessaria agli ospiti delle residenze sanitarie per non far pesare loro le personali difficoltà degli operatori, determinate da questa disattenzione da parte degli organi dirigenti”.