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Bomba, Forest Oil contro i contestatori: il 5 giugno persa occasione di confronto democratico

Bomba. L‘incontro con i cittadini e le istituzioni locali, provinciali e regionali avvenuto a Bomba lo scorso 5 giugno non è piaciuto alla Forest Oil  che ha espresso il proprio disappunto, attraverso una nota, per la forte contestazione verbale subita che non avrebbe permesso di spiegare ai cittadini le varie migliorie apportate al progetto del desolforatore.

“Doveva essere un’occasione pubblica di confronto democratico – si legge nella nota – sulle questioni che maggiormente preoccupano la popolazione di Bomba e gli amministratori locali dei comuni della Val di Sangro. Il management di Forest Oil Corporation, venuto dal Colorado a Bomba per farsi conoscere e mettere a disposizione l’intero staff di progetto, ha trovato un clima cui non era stato mai abituato in 95 anni di attività, che non ha facilitato l’approfondimento delle complesse questioni relative al progetto di cui la Forest è titolare e che riguardano in particolare le emissioni, l’impatto paesaggistico e la subsidenza.I rappresentanti della Forest e i 17 esperti presenti, italiani e americani della Proger, di Geocomp, di Paques e di URS (persone altamente qualificate, con molti anni di esperienza alle spalle) sono stati letteralmente travolti da una popolazione che non voleva sentire ragioni e che, per tutta risposta, rivolgeva agli intervenuti un continuo coro aggressivo fatto di improperi, insulti e fischi”.

Un duro commento all’incontro avvenuto lo scorso 5 giugno nel Comune di Bomba nella Sala Pluriuso tra i cittadini della Val di Sangro e la società Forest.

 

“Noi siamo dei tecnici e non dei manipolatori, né degli abili trasformisti – ha affermato il General Manager di Forest CMI Spa, Giorgio Mazzenga – L’altro giorno abbiamo assistito a una vera e propria strategia finalizzata a creare più tensione e ansia di quanto ci dovesse essere. Abbiamo cercato di dimostrare, dati alla mano, che la subsidenza indotta dalla produzione del gas sarà minima e incapace di procurare danni ai versanti e alle strutture, tant’è che il Ministero delle Infrastrutture e Acea, che gestisce la diga di Bomba, hanno condiviso il nostro progetto; ma gli abitanti hanno detto che era una menzogna e che dovevamo andare via. Abbiamo cercato di spiegare che l’acido solfidrico sarebbe stato abbattuto naturalmente grazie a una tecnologia verde all’avanguardia e loro hanno detto che stavamo giocando con le vite umane. In definitiva, è
stato impedito un confronto sereno e una corretta informazione basata sui fatti”.
Dopo aver definito “un’occasione persa di confronto pacifico e democratico” l’ultimo incontro a Bomba la “Forest tiene a sottolineare che è ancora disposta al dialogo, purché sia civile. Non vi è alcuna intenzione di forzare la mano e costringere la popolazione ad accettare il progetto se ci fossero degli elementi inaccettabili tecnicamente o ambientalmente. Forest vorrebbe semplicemente avere la possibilità di illustrare il progetto, come anche richiesto dalla Regione (assente però alla riunione) e dallo stesso Comune di Bomba. L’intento della società, come riportato dal management di Forest, è quello di portare a conoscenza dei cittadini che l’attività dell’impianto non arrecherà alcun danno alla salute. La Centrale di Monte Pallano utilizzerà un processo biologico e non chimico-fisico per lo smaltimento dell’acido solfidrico dal gas naturale estratto. Si tratta di una tecnologia verde all’avanguardia, il sistema Shell-Paques, già utilizzato in circa 100 impianti al mondo, in grado di abbattere totalmente l’acido solfidrico attraverso l’utilizzo di batteri naturali. Questi batteri mangiano l’acido solfidrico trasformandolo in una pasta di zolfo innocua da utilizzare in agricoltura. La società – conclude la nota – ritiene che i temi fondamentali del progetto (emissioni limitate, trasparenza delle informazioni, controllo della subsidenza e minimizzazione dell’impatto visivo) siano stati adeguatamente trattati nello Studio di Impatto Ambientale e su questi temi ha cercato di informare la cittadinanza e continuerà a farlo”.