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Terremoto, il geologo: “ potrebbe accadere in qualsiasi altra parte d’Italia”.

Il Consiglio nazionale dei geologi mette in guardia sulla scarsa percezione del rischio sismico da parte degli italiani.

La maggior parte degli italiani non si rende conto del pericolo, lo aveva già messo nero su bianco una ricerca del 2015 realizzata dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del C.N.R.. Lo studio, realizzato su un campione di 4.000 persone, rilevò che la percezione della pericolosità sismica è fortemente sottostimata; il ricercatore dell’ INGV Massimo Crescimbene spiega infatti che “nelle zone sismiche più pericolose del nostro Paese, dove vive circa il 41.3 % della popolazione, solo 6 italiani su 100 hanno una percezione adeguata del pericolo presente sul territorio”.

Non usa mezzi termini nemmeno il Consiglio nazionale dei geologi che, per bocca del consigliere Raffaele Nardone, dichiara a proposito del recente terremoto che ha colpito il centro Italia: “E’ evidente che la popolazione tutta non fosse consapevole di vivere in zone a rischio sismico e che un evento del genere sarebbe potuto accadere come potrebbe accadere in qualsiasi altra parte d’Italia con più alta probabilità nelle zone appenniniche”.

Nardone, che si è recato personalmente nell’area del cratere, racconta di essersi trovato di fronte ad una scena agghiacciante, poi spiega: “Oggi questi paesi sono da ricostruire totalmente, auspicando che vengano costruiti negli stessi posti, conservando la peculiarità dei nostri paesi ma iniziando a progettare dando il dovuto riguardo al sottosuolo: in fase di pianificazione a scala areale e in corrispondenza del singolo intervento a scala puntuale. E’ dalle fondazioni che bisogna partire cercando di progettare rispettando e assecondando la natura senza opporti ad essa perché se così non fosse registreremo altre sconfitte non solo dal punto di vista sismico”, ma non finisce qui, Nardone infatti sottolinea anche che “ In Italia bisogna lavorare di più anche sulla sensibilizzazione dei cittadini e nel far crescere in ognuno di noi la consapevolezza che con il sisma bisogna convivere e quindi bisogna pensarci anche in tempo di pace a partire dal mettere in sicurezza la propria abitazione; molto spesso ognuno di noi tende ad investire su una casa più bella, in un posto più agiato, e così via ma difficilmente pensa di investire nell’adeguare sismicamente la propria casa; noi saremo un Paese all’avanguardia e consapevole solo quando riusciremo ad avere paesi e città resilienti e a questo risultato dobbiamo arrivarci il prima possibile”.