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Arielli, allarme Wwf: vogliono uccidere il torrente

 

Pescara. E’ il WWF pescarese a lanciare l’allarme, dopo l’annuncio apparso sul sito web della Regione Abruzzo sul programma di captazione delle acque del torrente Arielli per irrigare 490 ettari di campagne  a Crecchio, Tollo e Ortona: “Vogliono morto uno dei corsi d’acqua più inquinati della regione”.

Secondo la sezione frentana della nota associazione ambientalista, l’avviso del Genio Civile regionale sulla richiesta di concessione avanzata dal Consorzio di Bonifica centro per captare ben 135 litri al secondo di acqua dal fiume equivarrebbe a sancire la morte definitiva di questo corso d’acqua. “A leggere l’avviso pubblicato ieri dal genio Civile della Regione Abruzzo si rimane sconcertati”, afferma Ines Palena, responsabile del WWF Frentano, “il Consorzio di Bonifica centro torna alla carica con la sua richiesta di captare 135 litri di acqua al secondo dal fiume Arielli. Nel 2007 il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo bocciò una prima versione di questo progetto proprio per l’evidente impossibilità per questo corso d’acqua di sopportare ulteriori stress antropici. Nel frattempo la situazione ambientale è ulteriormente peggiorata. Ora, secondo quanto riporta l’avviso, avrebbero spostato il punto di captazione più a valle, portandolo da Crecchio a Tollo, con una variante che mira a fare la captazione in un punto dove ci sarebbe, sulla carta, più acqua.  Chi conosce l’Arielli sa benissimo che per gran parte dell’anno questo fiume non raggiunge neanche la portata che si vorrebbe captare, figurarsi se può sopravvivere a tale intervento.

Il WWF ribadisce la sua più ferma opposizione al progetto, ritenendolo in contrasto con i principi basilari della Direttiva Acque e ritenie di poter bloccare questa operazione. “Ben difficilmente, infatti, la Commissione Europea accetterebbe un’eventuale autorizzazione”, prosegue la Palena, “visto che la Regione stessa nel Piano di Tutela delle Acque appena adottato chiede proprio per questo fiume una deroga temporale rispetto all’anno di raggiungimento degli obiettivi di qualità. Infatti il fiume è così inquinato e moribondo, secondo la Regione, da richiedere molti più anni rispetto al 2015 per il raggiungimento dello stato di qualità ‘buono’. Ovviamente non si può da un lato chiedere una deroga e dall’altro sottrarre acqua visto che la quantità di acqua che scorre in un fiume è uno dei fattori che determina la sua capacità di risposta alla pressione dell’inquinamento”.

Tante, infatti, le preoccupazioni circa lo stato qualitativo del torrente: Nel 2009, riferiscono i dati del WWF, l’Arta ha stabilito che le acque del fiume Arielli in due punti di monitoraggio su tre sono nello stato di qualità ‘scadente’, il penultimo nella scala definita dall’Unione Europea nella Direttiva 60/2000 ‘Acque’. Il terzo punto, quello più a monte, era nello stato ‘sufficiente’ (nel 2008 era nello stato “buono” e, quindi, si è verificato un peggioramento delle sue condizioni)”. Pertanto attualmente questo fiume non rispetta gli obiettivi di qualità stabiliti per tutti i fiumi europei dalla Direttiva, visto che secondo questa norma entro il 2008 tutti i punti di monitoraggio europei dovevano essere almeno nello stato “sufficiente” (ed entro il 2015 nello stato “buono”). Inoltre la direttiva stabilisce che gli Stati membri devono assicurare che non vi siano peggioramenti nello stato di qualità, al contrario di quanto avvenuto tra il 2008 e il 2009.

Daniele Galli