Ancarano, strade poco sicure: il sindaco dà i 30 giorni alla Provincia. Poi le chiuderà al transito FOTO

Ancarano. Le strade provinciali che insistono sul territorio comunale presentano dei rischi, per la circolazione, e in mancanza di riscontri tangibili il sindaco, Pietrangelo Panichi, si appresta a chiuderle.

 

E’ un vero e proprio procedimento di natura amministrativo quello che ha avviato il Comune di Ancarano per la verifica delle sicurezza stradale di alcune arterie. Nello specifico si tratta della provinciale 57 (che collega Ancarano con Paolantonio e Sant’Egidio alla Vibrata) e la Sp 1/B che poi favorisce il collegamento con Castel di Lama e il territorio marchigiano.
In pratica si tratta di strade importanti che favoriscono il collegamento con i territori limitrofi.

“A seguito di numerosissime note a firma della polizia locale e di  altre inviate dal sottoscritto”, analizza il sindaco Panichi, “nessun riscontro è mai pervenuto dall’Ente  Provincia, nonostante il transito sulle stesse strade prefigura potenziali rischi per la circolazione stradale”.

Gli interventi attesi ma fermi al palo. “Tutti gli interventi provinciali non hanno mai visto una concentrazione decisiva e rilevante su Ancarano”, prosegue il sindaco, “e la situazione ha ora raggiunto un limite tale da imporre una forte presa di posizione. Trascorsi i 30 giorni dalla notifica dell’avvio del procedimento,
qualora non dovessimo registrare risposte concrete, saremo costretti a provvedere direttamente alla verifica della sicurezza stradale e se necessario, a chiudere le strade in esame”.

“Valutare le condizioni di  rischio che si accompagnano ad una determinata configurazione infrastrutturale è compito di programmazione per la tutela dell’incolumità pubblica”. “Una riflessione d’obbligo”, conclude Panichi, “il nostro Comune di confine non è gradito alla Provincia? Che lo dicessero pure. Peseremo con obiettività e giudizio se sarà opportuno  ragionare con i concittadini al fine di valutare un possibile passaggio alla vicina Provincia di Ascoli Piceno”.