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Abruzzo

Zona Economia Speciale: il Molise lascia l’Abruzzo e va con la Puglia VIDEO

“L’assenza di strategia e di programmazione dell’esecutivo regionale guidato da Luciano D’Alfonso rischia di sancire il definitivo tramonto dell’unica vera possibilità di rilancio economico-strutturale dell’Abruzzo, facendo tracollare, con scelte incomprensibili e cieche, la creazione della “ZES” (Zona Economia Speciale) nella nostra regione.

 

A discapito di quanto finora proclamato dal Presidente Luciano D’Alfonso & C., la Giunta regionale del Molise, vista la latitanza da parte della analoga abruzzese, tramite la DGR n° 375 del 2 agosto, ha formalizzato la decisione di aderire alla ZES ‘Adriatica’, in corso di istituzione da parte della Regione Puglia, lasciando di fatto l’Abruzzo e la sua economia in un “cul de sac”. Infatti, con tale decisione, il Molise ha avviato l’iter burocratico di adesione, ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 12 del 25 gennaio 2018 “Regolamento recante istituzione di Zes”, al progetto di ZES pugliese.

Ciò estromette di fatto i nostri imprenditori e le aree attigue alla costa dalla possibilità di usufruire di una legislazione economica differente con vantaggi enormi in termini economici, finanziari ed amministrativi che, in base al decreto in questione si materializzerebbero in sburocratizzazione e credito di imposta per tutti gli ampliamenti ed i nuovi insediamenti.

Vantaggi che di certo, ed è questo il fine ultimo delle ZES, avrebbero dato nuova energia agli agglomerati importanti già presenti ma anche attratto nuovi imprenditori ed investimenti creando nuovi posti di lavoro e nuova linfa economica per un territorio che rappresenta ancora la vera cerniera tra il nord ed il sud. Uno stop gravissimo allo sviluppo della regione, altro che “facile e veloce”. Un capolavoro di scellerataggine politico-programmatoria. Ma oltre il danno ecco la beffa in pieno stile dalfonsiano, ovvero con prepotenza, arroganza e presunzione, per nascondere la verità. D’Alfonso & C., il giorno prima dello scioglimento del Consiglio Regionale d’Abruzzo, 5 giorni dopo che il Molise aveva deliberato la scelta di sposare la Puglia, convoca la giunta ed approva la DGR 593, peraltro pubblicata pochi giorni fa, per “dare atto che la Regione Abruzzo potrà proporre la candidatura della propria ZES in associazione con la Regione Molise”.

Una “presa per i fondelli” suggellata dalle dichiarazioni del vice presidente Lolli che il 29 agosto, cioè dopo ben 27 giorni dall’approvazione della delibera del Molise, rassicura il direttore di Confindustria Pescara-Chieti, Luigi Di Giosaffatte sulla sollecitudine per la realizzazione della ZES insieme alla Regione Molise. Una farsa e sceneggiata che denota mancanza di rispetto per le istituzioni e per i cittadini come dimostrata anche su tanti altri argomenti.

 

Per i non addetti ai lavori, nello specifico, l’Europa ammette la realizzazione di ZES per abbassare le emissioni di CO2 e quindi l’inquinamento, attraverso il trasferimento del traffico su gomma verso le rotte marittime, le cosiddette “autostrade del mare”. Tuttavia per fare ciò occorre un Hub portuale che concentri almeno un millesimo del traffico merci europeo, ovvero 2.700.000 tonnellate di cui l’Abruzzo, come del resto il Molise, e’ privo, dato che movimenta con tutti i porti non più di circa 600 mila tonnellate annue. Tuttavia lo stesso decreto ammette la realizzazione di ZES con asse portuale di interesse “interregionale”.

Da qui le interlocuzioni con il Molise per concretizzare il Progetto. Peccato, però, che come al solito, nonostante i buoni propositi, gli annunci e le conferenze stampa, si è assistito, puntualmente, a ciò che regolarmente si ripete da 54 mesi in questa regione su tutti i fronti, ovvero l’assenza dei fatti.

D’Alfonso e la sua Giunta nulla hanno fatto per dimostrare al Molise che si stava facendo sul serio (ma c’hanno mai parlato con il Molise?). Ciò ha naturalmente determinato che il Presidente della Regione Molise, Toma, ritenesse “migliori le condizioni offerte dalla Regione Puglia e l’inclusione nella perimetrazione della Zes ‘Adriatica” e questo a danno della nostra regione che così è esclusa dalla “zona franca”.

 

Abbiamo già assistito alla clamorosa bufala con cui Luciano D’Alfonso e Camillo D’Alessandro annunciavano per anni l’imminente passaggio dei porti abruzzesi di Pescara e Ortona sotto l’Autorità Portuale di Civitavecchia, salvo poi essere smentiti dal passaggio degli stessi sotto l’Autorità di Ancona a firma del Ministro, loro compagno di partito, Graziano Delrio.

Oggi la politica delle bufale la ritroviamo sulle ZES. Anziché richiedere ed ottenere finanziamenti per i porti di Pescara ed Ortona, porti di rilevanza nazionale, dall’Autorità Portuale di Ancona, su di essi hanno investito le risorse del Masterplan, il grande libro dei sogni incompiuti, lasciando all’asciutto il porto di Vasto, di rilevanza regionale a differenza degli altri due. Ed ora per finanziare la realizzazione di nuove banchine nel porto di Vasto, utili per accogliere le navi container, D’Alfonso ha ben pensato di coinvolgere le imprese per ottenere la bellezza di 130 milioni di euro.

Questi sono progetti che avrebbe dovuto fare la Regione, non gli imprenditori. Agli enti pubblici e istituzionali competenti andava lasciato esclusivamente il compito di adeguare le zone prossime al porto e le aree retro portuali con le annesse piattaforme logistiche. Una regione seria non lascia gli imprenditori soli, specie sulla materia infrastrutturale. Una regione seria pensa a consolidare con progetti “realizzabili” il rapporto con il Molise, invece di immergersi in percorsi tortuosi e farraginosi, pieni di mille variabili, spesso negative. Una regione seria non abbandona gli imprenditori a se stessi con una strategia che tra l’altro ha generato anche la completa disattenzione di chi invece avrebbe dovuto cooperare a livello territoriale dando un impulso positivo a rafforzare la contiguità tra l’Abruzzo e l’unica possibilita’ di realizzare le ZES cioe’ il Molise. Una regione seria pensa alla via più breve per affrontare e risolvere i problemi strategici legati al futuro dello sviluppo invece di fare solo proclami.

Questa è l’ennesima stoltezza che l’Abruzzo pagherà per i prossimi anni se non si pone immediatamente rimedio. Mentre le aree molisane si collegheranno ai porti di Manfredonia, Bari e Brindisi, oltre che all’Area portuale di Taranto sullo Ionio (dal nostro precedente Governo regionale indicato come Autorità Marittima), noi andremo, per il futuro, a rimpinguare di CO2 l’aria della “Regione verde d’Europa”, allontanandoci una volta per tutte dall’unico programma realistico di attrazione degli investimenti nell’ambito di un progetto di sviluppo sostenibile e sentenziando la condanna definitiva delle imprese che in essa risiedono, che mostrano già sintomi di affanno e contavano su questa opportunità.

Faremo di tutto affinché ciò non avvenga. Cosi come faremo di tutto per assicurare una degna alternativa a questo governo regionale che rimarrà alla storia come “il governo dei proclami””.