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Riportare i professionisti della sanità in Abruzzo: la mozione

Abruzzo. Riportiamo in Abruzzo infermieri, Oss e tutti i professionisti del comparto sanitario che lavorano fuori regione. Potrebbe essere sintetizzata con questa frase la mozione presentata dal Capogruppo del Movimento 5 stelle Francesco Taglieri.

 

Il Documento impegna la Giunta regionale a predisporre, presso le aziende sanitarie locali da essa controllate, l’adozione annuale dei bandi di concorso per mobilità extraregionale del personale sanitario, come stabilito dal nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto sanità. “L’Abruzzo deve mettersi al passo con le altre regioni italiane – spiega Francesco Taglieri – A novembre 2022 l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e le parti sindacali, hanno definitivamente sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Sanità. Il nuovo accordo definisce, oltre a un aumento di salario, nuovi diritti e tutele a al personale che in questi anni difficili ha affrontato l’emergenza da Covid 19, anche le modalità di mobilità volontaria per il riavvicinamento a casa dei dipendenti fuori regione. Secondo quanto stabilito dal CCNL, le Aziende sanitarie, prima di avanzare nuovi bandi di concorso per l’assunzione di personale, devono valutare il fabbisogno territoriale e procedere con un Bando di mobilità volontaria. Il bando è da emanarsi con cadenza annuale e deve essere pubblicato sul sito web aziendale. Inoltre deve riportare i profili ricercati dall’Azienda e indicare le procedure e criteri di valutazione. Le Aziende ed Enti devono dare priorità alle domande per gravi e documentate esigenze di salute, per ricongiungimento del coniuge o figli minori, o per esigenze connesse all’assistenza di figli minori o inabili e ai genitori.

La Regione del Presidente Marsilio – incalza Taglieri – deve attivarsi immediatamente per adempiere alle indicazioni del nuovo Contratto collettivo. Da troppo tempo, per via della mancanza di concorsi, i professionisti sanitari sono costretti a emigrare verso altri territori per avere la possibilità di un lavoro e sfuggire dal precariato che assilla la sanità abruzzese. Molti di loro, ormai da anni, vivono lontani da casa con la speranza di poterci tornare ma purtroppo questa volontà si scontra con le situazioni poco favorevoli della nostra regione. E mentre da un lato l’Assessore Verì annuncia che vuole procedere all’assunzione di personale Extra europeo, al fine di colmare le croniche carenze di forza lavoro, ci sono professionisti abruzzesi che lavorano in giro per l’Italia e aspettano invano di riportare le loro competenze “a casa”.

 

Al di là delle farraginose giustificazioni dell’Assessore competente, la fotografia delle procedure concorsuali in Abruzzo è disarmante. Nel dettaglio vediamo che nella Asl 01 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, il concorso bandito, con pubblicazione in GU 4 serie speciale concorsi n 52 del 07/07/2020, non è mai stato espletato e ormai da due anni non si hanno più notizie. Nella Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti per il concorso, svolto in data 21/04/2022, al momento sono stati chiamati solo i vincitori. Nella Asl 03 Pescara, il concorso, bandito con pubblicazione in GU 4 serie speciale concorsi n 36 del 07/05/2021, non è mai stato espletato e ormai da quindici mesi non si hanno notizie, se non quelle di qualche settimana fa che riduce i posti messi a disposizione senza però dare comunicazione su quando verranno svolte le prove. E infine nella Asl 04 Teramo il concorso, svolto con prova unica in data 24/11/2021, vede la graduatoria approvata con deliberazione n. 0970 del 24/5/2022, ma, per via dei numerosi ricorsi, il procedimento è fermo. I ricorsi, che dovevano essere discussi a luglio 2022, sono stati rinviati a febbraio 2023, ovvero, a 9 mesi dopo la pubblicazione della graduatoria.

Alla luce di tutto questo credo che sia arrivato il momento di consentire al nostro personale sanitario dislocato in tutta Italia di usufruire di un diritto previsto dalla legge e dal contratto di lavoro. Quel personale sanitario, che in altri tempi veniva definito come “gli eroi del covid”, e che in parte ha dovuto affrontare la pandemia lontano da casa e dagli affetti, merita di tornare in Abruzzo. E’ un diritto per loro e, per chi è alla guida della Regione, un dovere intervenire subito” conclude.