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Pescara, prevenzione sismica, l’Ance al Ministro Lupi: “Inserirla nel decreto Sblocca Italia”

Pescara. La recente visita a Pescara di Maurizio Lupi, Ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti è stata anche occasione per il consigliere dell’Ance nazionale Antonio D’Intino di sottolineare l’importanza della prevenzione sismica nel territorio abruzzese, anche in considerazione del sisma aquilano del 2009.

“Lo Slocca Italia riserva spazio alle certificazioni energetiche ma neanche una parola alla prevenzione sismica – ha sottolineato il consigliere – nel decreto non esistono le parole prevenzione sismica. Inseriamole e facciamolo attribuendo un ruolo alle innovazioni tecnologiche appartenenti alla tipologia prevenzione antisismica, anche e soprattutto passiva. Le piattaforme sismiche si sono rivelate diverse da quello che si pensava e l’adeguamento sismico del costruito è impossibile per domani: vogliamo continuare a fare letteratura mentre il prossimo 6 aprile potrebbe colpire domani mattina Sicilia, Calabria, Campania come già annunciato da tempo? Chi dirà alle vittime che i loro cari si sarebbero potuti salvare semplicemente con una delle innovazioni tecnologiche esistenti ma che lo Stato non glielo aveva detto e non gliele aveva rese disponibili?”.

Secondo il consigliere nazionale, “il valore del mercato delle ristrutturazioni/riqualificazioni del patrimonio esistente è incommensurabile” e sarebbe “una nuova via per il ritorno dell’edilizia ad un nuovo splendore. Una parte sola dell’intero comparto ristrutturazioni è rappresentato dall’atteso adeguamento sismico: il suo valore ammonta 36 miliardi di euro. Nell’ultimo lustro l’investimento destinato ai danni da sisma ammonta a 180 miliardi di euro. Nello stesso periodo l’investimento in prevenzione è stato di 1 miliardo di euro. La ricostruzione post sisma di L’Aquila si attesta su 12 miliardi”.

Nello specifico, “da un conto immediato su dati ufficiali si calcola che il mercato delle ristrutturazioni finalizzate all’installazione di sistemi di prevenzione sismica salva vita immediati ammonterebbe solo in Abruzzo a 1 miliardo. Su tutta Italia varrebbe 15 miliardi di euro ogni anno. Nei primi 30 anni e intervenendo solo sul 30% del patrimonio costruito si produrrebbero cantieri per 18 miliardi di euro. Dunque, posto che la riqualificazione del Porto di Pescara vale 3 milioni di euro e il terremoto dell’Aquila 12 miliardi moltiplicati per il loro rendimento, non possiamo pensare che il Decreto Sblocca Italia esprima un principio bifronte di sicurezza delle infrastrutture: la prevenzione antisismica deve comparire in quel Decreto e deve aprire il fronte del ricorso privato ai sistemi salva vita in caso di sisma”.