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Servizi sanitari, Abruzzo al dodicesimo posto in Italia

Altro che “fantastici nove”: in fatto di sanità, anche per il 2012, l’Abruzzo si piazza tra i peggiori cinque.

È quanto emerge dai dati diffusi dal Ministero, che piazzano la nostra regione, appunto, al dodicesimo posto (su 16).

Peggio di noi, il Molise, la Calabria, la Puglia e la Campania. A guidare la classifica, invece, sono Emilia Romagna, Veneto e Toscana, che conquistano le prime tre posizioni.
Tra gli indicatori presi a riferimento, vi sono fattori come l’estensione delle vaccinazioni, la prevenzione degli incidenti sul lavoro, i posti letto nelle residenze per anziani, le percentuali di cesarei. Insomma, i punteggi si basano sul rispetto o meno dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni che tutte le Regioni sono obbligate ad assicurare ai propri cittadini.
E sulla classifica non sono tardati ad arrivare i primi commenti politici.

Come quello di Carlo Costantini, consigliere regionale Mov139, secondo cui “Chiodi difficilmente dichiara i suoi obiettivi, per evitare di fornire gli strumenti che consentirebbero di valutarne l’operato in base ai fatti, piuttosto che in base alle parole ed agli slogan. Ogni tanto però gli scappa ed allora sono guai! Gli è scappato, ad esempio, quando commentando i risultati sul rapporto dei sistemi sanitari regionali del 2011, dichiarò che per gli anni successivi l’Abruzzo sarebbe entrato nel novero delle ‘fantastiche prime 9 regioni che assicurano i Lea’. Ma l’Abruzzo è ancora tra le regioni più indietro d’Italia. Sono, quindi, i dati ed i numeri e non certo le parole a bocciare l’operato di Chiodi, nonostante abbia avuto a disposizione per l’intera legislatura, unico nella storia d’Abruzzo, il potere assoluto di riformare il sistema sanitario, grazie al suo ‘status’ di Commissario straordinario alla Sanità“.