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Abruzzo record per il gioco d’azzardo: prima regione per spesa pro-capite

Abruzzo prima regione assoluta per spesa nel gioco d’azzardo. Slot, Vlt e gratta e vinci mettono gli abruzzesi sul filo della ludopatia. Ma la legge sulla prevenzione rimane nei cassetti dell’Emiciclo.

Se Pescara è al nono posto tra i capoluoghi per numero di giocatori e scommettitori, l’Abruzzo balza direttamente in testa alla classifica per regioni sulla spesa pro-capite per il gioco d’azzardo. Il dato del Monopolio di Stato (riferito ai maggiorenni) sui primi mesi del 2012 è stato riferito, questa mattina nel corso di un convegno sul tema tenuto a Chieti, da Matteo Iori,  presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo. Gratta e vinci e scommesse sportive vanno forte tra i giocatori, ma la fetta più grande è attribuibile alle sale da gioco: “Se oltre 2100 euro pro-capite viene speso dai maggiorenni abruzzesi per giocare d’azzardo”, spiega Iori, “quasi la metà della spesa complessiva viene fatta per giocare alle slot machine e alle videolottery, quelle che erroneamente vengono chiamate ancora videopoker”.

Macchine mangia soldi, che succhiano 50 centesimi ogni 3 secondi, dove basta premere un bottone per perdere, in poco tempo, centinaia di euro. “Sono questi i giochi”, ha aggiunto Iori a margine del convegno, “su cui si spende e si perdone più denaro, ma anche quelli che aumentano il rischio di dipendenza da gioco”.

La ludopatia, infatti, è lo sbocco sempre più obbligato per i giocatori d’azzardo, che ormai affollano i Sert di tutta Italia per cercare di uscire dalla dipendenza. Un allarme sociale per i quale le amministrazioni pubbliche cercano di fronteggiare con la prevenzione: stamani il vicepresidente del consiglio regionale Giorgio De Matteis ha presentato alla platea del convegno una legge sulle Ludopatie, “ma già lo scorso 20 ottobre”, interviene critica la consigliera regionale Pd Marinella Sclocco, “ho presentato la legge ‘Norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate’. Una legge”, sottolinea la prima firmataria, “già, firmata e depositata dalla sottoscritta un anno fa che può concretamente offrire una risposta al dramma che vivono numerosissime famiglie”. Tutto sta, magari, nel tirarla fuori dai cassetti dell’Emiciclo.