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Riordino Province: il Cal rinvia la decisione sul ricorso alla Corte Costituzionale. Formalizzate le quattro proposte

La Regione è libera di presentare ricorso alla Corte Costituzionale a prescindere dalla volontà del Consiglio per le Autonomie Locali che, comunque, ha preferito rinviare la discussione sul ricorso per illegittimità, proposta dal sindaco di Pineto, Luciano Monticelli.

È uno dei punti emersi dalla riunione odierna del Cal, che ha avviato i lavori proprio con l’esame del parere del Servizio Legislativo in merito alla sussistenza delle condizioni per l’impugnativa da parte della Regione, della legge del Governo Monti, richiesto nella precedente seduta.

“La Regione” ha dichiarato il presidente del Cal, Antonio Del Corvo “per effetto di una recente legge della Corte Costituzionale, può fare ricorso anche per questioni che non incidono direttamente all’interno del proprio territorio”.

Da qui la decisione di rinviare la discussione. “Da un’analisi dell’orientamento nazionale” ha aggiunto Del Corvo “allo stato attuale non ci sono contenziosi da parte di nessuna delle Regioni italiane. Dovremo concentrarci, quindi, sulla opportunità di elaborare e formulare una proposta alternativa e confacente alle esigenze del nostro territorio entro il 2 ottobre”.

Ed entro oggi i 305 comuni abruzzesi dovevano presentare al Cal le proposte di riordino delle amministrazioni provinciali. Quattro quelle pervenute sul tavolo del presidente. La prima, presentata dai Comuni di Teramo e Roseto, prevede il mantenimento delle Province di Teramo, Chieti e L’Aquila, con la trasformazione di Pescara in Città metropolitana. A Teramo verrebbero annessi i centri dell’Area Vestina, mentre il Comune di Francavilla al Mare passerebbe con Pescara. Il Comune di Atri ha lanciato la proposta di una nuova Provincia Pescara-Teramo, mentre la Provincia e il Comune di Chieti puntano a escludere tutto il territorio teatino da qualunque ipotesi di riordino. L’ultima idea è quella sottoscritta da Comune e Provincia di Pescara sulla maxi Provincia Appennino-Adriatica, formata dai territori di Chieti, Pescara e Teramo.

“Prenderemo in considerazione i documenti arrivati, anche se alcuni si scontrano inevitabilmente sull’impossibilità normativa di essere attuati. Ci riserviamo di incontrare, il prossimo 12 settembre, le parti sociali e i gruppi consiliari alla Regione, per coinvolgere tutti i soggetti e le organizzazioni, che con il loro contributo, ci porteranno alla nostra proposta che rappresenta una possibilità di scegliere un percorso diverso da quello offerto dal Governo, seguendo l’iter ordinario previsto dalla legge”.