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Viabilità Abruzzo, su macro-aree D’Alfonso concorda con i sindacati Anas

Pescara. Un recupero dell’autonomia funzionale e gestionale del Compartimento abruzzese dell’ANAS anche per gestire al meglio il processo di trasferimento alla competenza dell’ANAS di circa 800 chilometri di strade regionali (ex statali) e provinciali abruzzesi.

Il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, in occasione dell’incontro di questa mattina, a Pescara, in Regione, sulla situazione della struttura tecnico-amministrativa dell’ANAS operante in Abruzzo, ha condiviso la preoccupazione dei coordinatori regionali delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil PA di ANAS di fare in modo che, nell’ambito del processo di riorganizzazione interna dell’ANAS a livello nazionale, l’Abruzzo possa essere ricompreso in una macroarea funzionale  sia ad una efficiente organizzazione che ad una logica di sviluppo territoriale.

Al momento, la proposta di riorganizzazione vede l’Abruzzo accorpato a Molise e Puglia. Tuttavia, a giudizio dei sindacati abruzzesi di ANAS sarebbe preferibile una collocazione all’interno di una macroarea con Marche, Lazio e Molise sia per la contiguità territoriale sia per le affini caratteristiche morfologiche del territorio che per le specificità legate al rischio sismico e idrogeologico.

C’è poi da considerare la specificità del Compartimento ANAS Abruzzo che può vantare una tradizione ed una capacità di risposta a qualsiasi tipo di emergenza che, secondo D’Alfonso, potrebbe tornare utile anche nell’ottica di attività di alta formazione.

Inoltre, non è un caso che, al contrario di molti altri Compartimenti regionali che hanno esternalizzato tutti i servizi manutentivi, quello abruzzese abbia, invece, reinternalizzato le attività legate alla manutenzione delle strade affidandosi a personale interno affiancato, solo per alcuni lavori periodici, da personale stagionale.

Peraltro, ci si trova in un momento cruciale visto che, grazie al Milleproroghe, sono state autorizzate nuove assunzioni in ANAS ed i tempi sono ormai maturi per una riclassificazione delle strade che secondo i sindacati rappresenta la priorità assoluta e che dovrà, in tempi brevi, passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.