Sanità Abruzzo, l’Idv attacca la ‘gestione’ Chiodi: no alla rottamazione degli ospedali di Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova

ospedale_sulmonaNo alla rottamazione degli ospedali di Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova e no all’ingresso dei privati nella loro gestione. Si, invece, ad una gestione responsabile, concreta, corretta ed efficace delle risorse pubbliche disponibili. È quanto emerso dalla conferenza stampa indetta questa mattina dai rappresentanti regionali dell’Italia dei Valori, che hanno voluto fare il punto sulla questione della sanità in Abruzzo.

E lo hanno fatto partendo dal piano operativo 2010 e dalle parole pronunciate più volte dal Commissario ad Acta, Gianni Chiodi, secondo cui l’Abruzzo aveva un’eccedenza complessiva di posti letto per acuti di circa 840 posti letto. Di questi circa 120 sono stati (o dovrebbero essere) sottratti ai privati, mentre 170 sono quelli eliminati direttamente con la chiusura di 6 piccoli ospedali.

“Rispetto agli obiettivi programmatici di Chiodi” ha dichiarato il capogruppo dell’IdV, Carlo Costantini “abbiamo ancora in Abruzzo una eccedenza di circa 500 posti letto pubblici. Se un posto letto per acuti in una struttura ospedaliera “a norma” ha bisogno di una superficie di circa 200 mq, dover tagliare 500 posti letto vorrebbe dire avere una eccedenza potenziale di superfici disponibili nelle strutture ospedaliere esistenti di circa 100mila mq. Di conseguenza si avrebbero ampie possibilità di recuperare enormi spazi nelle strutture esistenti, per ammodernarle e renderle ancora più accoglienti ed efficienti. Tutto ciò, per un amministratore normale. Ma Chiodi ha dimostrato ancora una volta di non essere tale”.

Il motivo è presto spiegato dallo stesso Costantini. “Dopo aver scritto nei suoi stessi atti di programmazione che deve chiudere ancora 500 posti letto nel pubblico, ora vuole bruciare tutti i 200milioni di euro potenzialmente disponibili per i fondi ex art. 20 sull’edilizia sanitaria, per costruire ex novo 5 ospedali, quelli di Vasto, Lanciano, Sulmona, Avezzano e Giulianova. Dovrebbe, però, sapere che si tratta di un obiettivo, prima ancora che assolutamente antieconomico, del tutto irrealizzabile. Solo l’Ospedale di Giulianova, con i suoi 220 posti letto per acuti, costerebbe quasi 80milioni di euro che, moltiplicati per i 5 nosocomi fanno 400milioni di euro. Un progetto irrealizzabile, che farebbe cambiare idea a chiunque, tranne che a Chiodi, il quale ha pensato di poter rimediare alla indisponibilità del 50 per cento delle risorse che servono a realizzare il progetto, dando mandato ai Direttori generali delle ASL di operare una sorta di ricatto alle Amministrazioni Comunali interessate”. In sostanza: “se vogliono il nuovo ospedale, non solo devono individuare il nuovo sito nel piano regolatore, ma devono anche cambiare la destinazione urbanistica, gli indici edificatori ed i parametri urbanistici dei siti che ospitano i vecchi ospedali da rottamare”.

“Il Direttore generale della Asl dell’Aquila” prosegue Costantini “ha chiesto senza mezzi termini al Comune di Sulmona che intende trasformare il vecchio ospedale in appartamenti, negozi ed uffici, indicando persino i parametri edilizi che pretende vengano applicati (0,5 mq/mq di Ut; altezze massime di 21 metri, escluse attrezzature ed impianti speciali etc.). Alcuni Sindaci hanno resistito, altri (come quello di Giulianova) si sono precipitati ad approvare le varianti urbanistiche; ma nessuno ha rivelato dove sono i soldi che mancano”.

Cosa passa in realtà nella mente di Chiodi?, si chiede ancora il capogruppo dell’Idv. “L’indizio lo fornisce il Direttore generale della Asl dell’Aquila, il quale ha rivelato che è ragionevole prospettare per tutta l’operazione tecnico finanziaria un apposito project financing. Quindi, oltre agli ospedali rottamati e trasformati in residence, centri direzionali e in ville vista mare (potrebbe essere il caso di Giulianova), Chiodi vorrebbe regalare ai cittadini abruzzesi anche la privatizzazione delle gestioni di 5 ospedali pubblici, considerato che il project financing assicura il recupero dell’investimento del capitale privato proprio dagli introiti della gestione. Il ragionamento potrebbe chiudersi con la considerazione che, in fondo, il tasso di incapacità politica ed amministrativa che Chiodi ed i suoi hanno mostrato fino ad oggi al massimo potrà consentirgli di sprecare qualche milione di euro per i progetti e per i procedimenti amministrativi; mai di portare a compimento una simile operazione”.

Ma, a questo punto, per Costantini, è fondamentale fermarsi a riflettere su alcune questioni.

“Può un Commissario nominato per ridurre il deficit e la spesa, impostare in assoluta solitudine una operazione che è al tempo stesso immobiliare e di privatizzazione della gestione di alcuni ospedali pubblici, che comporterà una spesa complessiva di quasi 500milioni di euro? Quale legge autorizza i Direttori generali delle ASL a rivolgersi ai Comuni pretendendo varianti urbanistiche per valorizzare commercialmente i siti che ospitano gli ospedali da rottamare, facendo capire a chiare lettere che chi non subisce il ricatto, perde l’opportunità del nuovo ospedale? In quale sede Chiodi ne ha discusso, se non con il proprio Consiglio Regionale, del quale forse ignora anche l’esistenza, con le altre istituzioni pubbliche e con le associazioni di categoria? In quale atto di programmazione, della Regione o della gestione commissariale, è dettagliato e reso disponibile per la comunità abruzzese un simile progetto? Esiste il rischio che l’incapacità di fare scelte puntuali e strategiche esponga anche i fondi ex art. 20 a tutti i ritardi e le incongruenze già subiti dagli abruzzesi per i fondi FAS? Mai come in questo drammatico momento i cittadini hanno il diritto di sapere nel dettaglio, oltre a quanto guadagnano i politici, anche come spendono i loro soldi”.

Per questo motivo, l’Italia dei Valori faremo ha presentato una mozione che impegna Chiodi e la sua Giunta a sottoporre all’esame ed alla approvazione del Consiglio Regionale l’accordo di programma relativo ai fondi ex art. 20 per gli ospedali, prima della sua sottoscrizione con il Ministro Fazio.

Alla conferenza stampa di questa mattina, è intervenuto anche il senatore dell’Idv, Alfonso Mascitelli, il quale ha dichiarato, senza mezzi termini che “Chiodi sta svendendo la Costituzione italiana perché il decreto legge 98 approvato a luglio e convertito in legge prevede espressamente che il commissario ad acta adotti il nuovo piano sanitario regionale 2011-2012”.

“E’ una evidente violazione dell’art. 117 della Costituzione” spiega “che rimette in capo alla Regione la potestà legislativa per la materia concorrente della tutela della salute; non può essere un commissario ad acta ad adottare il nuovo piano sanitario”.

Ma non è questo l’unico aspetto criticato da Mascitelli. “Chiodi non sa leggere neppure le leggi che si fa fare ad hoc con la complicità di un governo irresponsabile di Roma” aggiunge “perché non si ricorda che lo stesso decreto legge approvato a luglio e convertito in legge dello Stato stabilisce che il commissario ad acta dà attuazione al Programma Operativo del 2010 che è approvato con legge dello Stato. Un piano Operativo, che di per sé è un atto amministrativo, che ha una peculiarità: unico caso in Italia approvato con legge dello Stato. Allora a questo punto il Piano Operativo diventa stringente per le azioni del commissario ad acta e Chiodi si è dimenticato di leggere che, per quanto riguarda le strutture da riconvertire e realizzare, esso prevede tre passaggi importanti che lui sta completamente bypassando, con il risultato che la questione dei nuovi ospedali rischi di tradursi nell’ennesima patacca mediatica. I passaggi sono l’istruttoria tecnica, il crono programma ed il monte di investimenti. Nessuno di questi 3 passaggi è stato approvato. Tutto questo si ripercuoterà sull’Abruzzo, frenando una sana politica di risanamento della sanità. Credo che prima Chiodi si dimetta e meglio sarà per la Regione”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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