Progetto autostrade abruzzesi, Forum H2O divulga mappe: ’50 chilometri di tunnel’

L’Aquila. “Un progetto miliardario devastante in cui ci guadagna solo la TOTO S.p.a. a discapito dei cittadini che pagheranno due volte, con tasse e tariffe e con i costi ambientali in larga parte irreversibili.

Sull’acqua l’impatto sarebbe tremendo visto che parliamo di trafori lunghi 5 volte quello del Gran Sasso dentro montagne piene della risorsa più importante per la vita”.

Il Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua commenta così le mappe ufficiali del progetto sulle varianti autostradali che sono state presentate in conferenza stampa e, quindi, divulgate solo grazie a semplici attivisti.

‘Veniamo a descrivere questo delirio di cemento che farebbe entrare nelle tasche della TOTO Spa. ben 5,8 miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini.

Intanto nel progetto, oltre alle varianti sulle autostrade, si prospetta anche una doppia galleria tra parco d’Abruzzo e Roccaraso, con tunnel sotto la Montagna Grande e il Genzana. Un’ipotesi del genere ci appare talmente incredibile, considerati anche i costi connessi a limitatissimi volumi di traffico, che lo riteniamo essere solo un “falso bersaglio” inserito ad arte per cercare di spezzare il fronte del No che si sta costituendo nelle aree interne.

Far balenare un finto “moloch” per cercare di allettare quei territori che con la soluzione Toto-D’Alfonso si allontanerebbero ancora di più dall’autostrada, come la val Giovenco, le Gole del Sagittario e l’Alto Sangro. Uno smaccato tentativo di dividere il fronte che si sta costituendo contro l’opera, uno specchietto per le allodole da sacrificare per far andare avanti il vero progetto facendo magari vedere che si è pure pronti a cedere su qualcosa. Invitiamo dunque i cittadini di quei territori a non cadere nella trappola e cedere al canto delle sirene’, afferma il Forum.

‘Le falde sarebbero impattate in modo irreversibile con una monumentale perdita della risorsa idrica. Le decine di chilometri di scavi attraverserebbero montagne carbonatiche letteralmente piene d’acqua, la risorsa più preziosa. Abbiamo sovrapposto le mappe con la carta ufficiale della Regione Abruzzo degli acquiferi di interesse.

Stiamo parlando del patrimonio idrico con cui ci dissetiamo e che alimenta fiumi e sorgenti utili ad industria ed agricoltura. Ebbene, considerando solo i trafori e tralasciando per ora gli impatti che sono determinati anche dai tratti all’aperto, sarebbero toccati almeno 10 corpi idrici sotterranei di interesse, più di un terzo di quelli della Regione e tra i più significativi, un’enormità nell’epoca dei cambiamenti climatici.

Le aree interne verrebbero quindi letteralmente massacrate, con tunnel di decine di chilometri per bucare i Simbruini e il Sirente, martoriando gioielli ambientali unici in Europa come le Gole di San Venanzio; con il “pallone sonda” dei trafori nel Parco d’Abruzzo e attraverso il Monte Genzana, propongono di bucare anche le Gole del Sagittario.

Abbiamo sovrapposto i tracciati con i perimetri delle aree protette: sarebbero direttamente coinvolte il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco regionale del Sirente-Velino, la Riserva del Monte Genzana e la Riserva delle Gole di San Venanzio, senza considerare gli impatti sulle aree immediatamente limitrofe come la Riserva di San Domenico a Villalago o la Riserva delle Gole del Sagittario.

Basti pensare a cosa sarà delle famose sorgenti che sgorgano in queste riserve, alimentate proprio dagli acquiferi che verrebbero sconvolti dagli scavi. Molte di queste aree sono siti della Rete Natura2000 dell’Unione Europea per l’importanza faunistica e floristica. Da una sommaria analisi i tracciati demolirebbero letteralmente pareti di nidificazione di specie rarissime come Aquila reale, Falco pellegrino, Gracchio corallino, Lanario (specie addirittura prioritaria per l’Unione Europea) e siti di piante uniche al mondo come il Fiordaliso del Sagittario’, insistono.

‘Solo il massiccio del Sirente verrebbe devastato con un traforo di quasi 13 km (12,75 km) e con altre due gallerie di 2,3 km e 3,9 km che sarebbero collegate da un viadotto sulle Gole di San Venanzio. I Simbruini sarebbero perforati da un traforo di quasi 10 km (9,88 km per la precisione).

Ricordiamo che il Traforo del Gran Sasso, che ha comportato danni irreversibili alle falda abbassandola di 600 metri, era lungo “solo” 10 km. Complessivamente sono previsti 9 tunnel maggiori di 1 km (7 lungo le autostrade e 2 con lo specchietto delle allodole che riguarda l’alto Sangro).

La Val Vomano, una delle poche valli abruzzesi che presentano ancora un po’ di agricoltura, sarebbe sventrata da un’autostrada di 24 km per sboccare a Roseto con consumo di suolo irreparabile e risibili vantaggi a fronte di costi incredibili. In Valpescara si propone una bretella che taglierà le campagne di Spoltore. Anche qui consumo di suolo che non pare essere un problema per chi ama cemento e movimento terra. Spoltore e Santa Teresa saranno separate da un’autostrada di alcuni chilometri divorando quanto rimane della campagna; i cittadini riceveranno in cambio smog, malattie da traffico e vista cemento al posto degli olivi. Santa Teresa sarà ridotta ad un centro abitato “spartitraffico”.

Riteniamo vergognoso che la Regione Abruzzo e il suo Presidente non abbiano divulgato sul sito istituzionale della Regione tutti le carte disponibili di un intervento che a furia di cemento e talpe cambierebbe in peggio i connotati della Regione. Da oltre un anno si susseguono riunioni e addirittura pareri favorevoli. Dopo aver visto gli elaborati l’unico motivo valido che potrebbe giustificare questo atteggiamento è che il Presidente D’Alfonso abbia paura delle reazioni ad un progetto che pare disegnato per creare più danni possibili sotto tutti i punti di vista massimizzando i ricavi del gruppo TOTO. Sta cercando forse di mettere tutti davanti al fatto compiuto mantenendo i cittadini all’oscuro di quanto si discute nelle “segrete stanze”, con il risultato che comuni, associazioni e cittadini da mesi inseguono pezzi di documenti e delibere del progetto?

Tra l’altro nelle carte che stiamo esaminando si “promuove” il progetto TOTO ipotizzando risparmi di tempo “immaginari” e comunque di pochi minuti, tra l’altro sostenendo che attualmente la velocità media di percorrenza possibile è di 90 km/h come si può leggere testualmente nel parere “favorevole” di un dirigente della Regione Lazio! Con la nostra esperienza diretta fatta più volte con un misero pandino e senza superare i limiti ci pare di poter smentire questo dato. Potremmo però chiedere direttamente al Presidente D’Alfonso se lui viaggia mantenendo i 90 km/h sulla Pescara – Roma quando va a sostenere i progetti di Toto nei ministeri. Inoltre, allontanando l’autostrada da valle Peligna, valle del Sagittario e valle del Giovenco, non si è calcolato che i tempi di percorrenza per molti cittadini aumenterebbero a dismisura compensando in negativo i presunti vantaggi. Infine ci poniamo una domanda: chi gestirebbe la costosissima manutenzione dei lunghi tratti che verrebbero dismessi proprio per gli alti costi di gestione? Altro costo da considerare che sarebbe scaricato sui cittadini.

Avverseremo questo progetto in tutte le sedi e nelle piazze. Lotteremo affinché si punti sulla manutenzione delle strade esistenti e si investano risorse sul trasporto collettivo e non a favore delle lobby. Facciamo appello a tutti i cittadini italiani affinché si organizzino per difendere i propri interessi e il patrimonio ambientale collettivo’, conclude il Forum Abruzzese dei Movimenti dell’Acqua.

WWF: ‘Una minaccia per l’Abruzzo e uno schiaffo per gli abruzzesi’

Una serissima minaccia per l’Abruzzo e uno schiaffo per gli abruzzesi: questo – secondo WWF, Legambiente, Pro Natura, FAI, Italia Nostra, Marevivo e Archeoclub – rappresenta il progetto del gruppo Toto di modifica del tracciato autostradale della A24 e della A25.

‘Non è un caso se contro la progettata variante si sta creando nella regione un movimento d’opinione che vede uniti amministrazioni locali, associazioni e politici. Migliaia di cittadini che tutti insieme, come già accaduto in altre occasioni (terzo traforo del Gran Sasso, Centro Oli di Ortona, Ombrina Mare, solo per citare gli episodi più recenti) sono scesi vittoriosamente in campo per difendere il territorio messo a rischio da interessi imprenditoriali e da una politica incapace di tenere conto dei reali bisogni della collettività e di guardare seriamente al futuro della regione.

Già nel gennaio scorso, quando si cominciò a parlare sulla stampa della modifica del tracciato autostradale, denunciammo l’assurdità di un progetto che, tra l’altro, andrebbe a incidere sull’area delle sorgenti del Pescara, là dove nel sottosuolo c’è il bacino imbrifero più grande d’Italia e forse d’Europa, che fornisce acqua potabile a oltre metà degli abruzzesi; un progetto che attraverserebbe SIC e riserve regionali di importanza strategica per la natura in Abruzzo, che rovinerebbe per sempre paesaggi unici, vera ricchezza di questa regione.

Nel solo tratto abruzzese sarebbero infatti previsti altri cinque trafori, diversi viadotti, bretelle… con un impatto paesaggistico enormemente negativo. La definimmo già a gennaio un’opera inutile e devastante per l’ambiente. Un giudizio che non possiamo che ribadire oggi, quando emergono inquietanti dettagli su questo progetto.

Le autostrade esistenti (in gestione alla società “Autostrada dei Parchi” sino al 2030, con pedaggi costosissimi per gli utenti) sono largamente sufficienti per il traffico tra l’Abruzzo e Roma, modificarle è una vera follia. Se dovesse passare questa idea sarebbe anche necessario cambiare la denominazione sociale del gestore in “Autostrada contro i Parchi”, più aderente alla realtà.

WWF, Legambiente, Pro Natura, FAI, Italia Nostra, Marevivo e Archeoclub chiedono al Governo di non prendere neppure in considerazione la modifica proposta dal gerente e ai consiglieri regionali abruzzesi, qualsiasi sia il loro gruppo politico di riferimento, di opporsi decisamente e chiaramente a questo folle progetto, sostanzialmente inutile per la collettività e dannoso per l’ambiente, da bocciare senza mezzi termini. È inoltre auspicabile che ogni comune della regione, non solo quelli direttamente coinvolti nel tracciato, faccia sentire la propria opposizione: sono infatti sotto attacco gli interessi veri e profondi di tutti gli abruzzesi e tutti insieme dobbiamo difenderci’

RANIERI (M5S): ‘D’ALFONSO SVENTRA L’ABRUZZO’

“Un potenziamento della linea ferroviaria per uno sviluppo sostenibile e che non metta in atto l’impoverimento del territorio e la deturpazione delle aree interne che avranno come ulteriore disagio l’alzamento dei costi dell’autostrada ricadendo sulla vita di tutti gli abruzzesi”.

E’ questa la proposta del M5S che attraverso il consigliere regionale Gianluca Ranieri fa sentire la sua voce sul famigerato progetto Toto per l’autostrada A24/A 25.

“A chi pensa male potrebbe venire in mente che il Presidente della Regione sia più interessato agli affari dell’amico Toto, che alla salute dell’ambiente e al territorio” commenta il consigliere 5 stelle “Che il progetto di variante autostradale sia un’oscena speculazione è un fatto, perché pensare che il futuro della mobilità in Abruzzo possa passare ancora per la realizzazione di un’ autostrada è anacronistico”.

“L’interesse del territorio ed il suo sviluppo sostenibile” continua Ranieri “ sarebbero certamente tutelati molto meglio attraverso un vero potenziamento della linea ferroviaria Pescara-Roma, sulla quale si dovrebbe arrivare ad un servizio di alta velocità, e con la realizzazione della tratta Rieti – Passo Corese, attraverso la quale si realizzerebbe il collegamento L’Aquila – Rieti – Roma ed un generale miglioramento della percorribilità su quella linea e sul tratto L’Aquila – Sulmona”.

“Una gestione politica fallimentare, che va ad avvallare la visione antica e probabilmente personalistica del Presidente, è perpetuata anche da tutta la maggioranza. E’ sconvolgente, infatti, notare, come da verbale del 16 maggio 2016 dell’incontro di lavoro inerente le varianti di tracciato proposte nel Progetto di messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 dalla società Concessionaria Strada dei Parchi Spa” incalza Ranieri “ che dei 22 presenti, solo il consigliere Pierpaolo Pietrucci poteva dirsi rappresentativo per il territorio, ma da verbale risulta che l’unico contributo apportato all’incontro dal consigliere è stata la richiesta di spostamento del casello di L’Aquila Ovest”.

“Inoltre non era presente, non si capisce se perché non invitato o per scelta personale, l’assessore alle aree interne Andrea Gerosolimo. Un’assenza che lascia pensare ed un silenzio assordante. Se fossi io l’assessore alle aree interne” sentenzia Ranieri “ e fossi sinceramente interessato al territorio che riguarda la mia delega, davanti ad uno scempio del territorio come questo avrei rassegnato le mie dimissioni e sicuramente lasciato la maggioranza”.
“Il futuro dell’Abruzzo sarà condizionato da quest’opera che non porta alcun beneficio né ai cittadini delle aree interne né ai cittadini della costa che assisteranno a catastrofi ambientali oltre un aumento del pedaggio già fortemente compromesso dalla gestione delle autostrade”.

“D’altronde” conclude “già nella costituzione del gruppo interdipartimentale per la valutazione tecnica del progetto di Strada dei Parchi s.p.a., D’Alfonso aveva selezionato gente di fiducia, perché si sa che la democrazia è bella, ma se comando io è meglio.

Ambiente e/è Vita Abruzzo: ‘NO ALLE NUOVE OPERE AUTOSTRADALI, SI’ ALLA FERROVIA PESCARA-ROMA’

‘Il progetto di nuova bretella autostradale sulla A24 eA25 che prevede quaranta chilometri con una serie di gallerie a doppia canna nella tratta Popoli-Celano rappresenta un danno per la Regione Verde d’ Europa superiore a qualsiasi beneficio in termini di sicurezza e tempi di percorrenza.

Il progetto, infatti, presenta gravissimi impatti sui grandi acquiferi sotterranei definiti significativi e di interesse dal Piano Tutela delle Acque della Regione Abruzzo (almeno 6 acquiferi carsici) e la realizzazione dell’opera determinerebbe un irreparabile scempio ambientale a danno delle aree protette e dei Sic interessati dall’intervento’.

Lo afferma in una nota Ambiente e/è Vita Abruzzo. 

‘Il territorio interessato dal progetto si è caratterizzato, nel corso degli anni, per l’attuazione di politiche di salvaguardia e protezione ambientale che hanno definito percorsi amministrativi volti alla promozione delle risorse naturali ed incentivato investimenti in infrastrutture materiali ed immateriali ‘verdi’ tanto da poter contare su di una crescita esponenziale del turismo natura.

A tutto ciò va aggiunto l’isolamento a cui sarebbero destinati alcuni dei comprensori dell’Abruzzo interno la cui crisi economica è stata più volte certificata dallo stesso Consiglio Regionale. I comuni della Valle Peligna e della Valle del Sagittario (a tale proposito sarebbe stato più utile porre in sicurezza la strada Bugnara?Scanno) verrebbero tagliati fuori da qualsiasi direttrice di grande comunicazione con l’impossibilità di vedere la luce in fondo ad un tunnel che già esiste e del quale non si vede la fine’, si insiste nella nota.

“In questo contesto desta serie preoccupazioni – sottolinea Patrizio Schiazza segretario regionale di Ambiente e/è vita – che ci si concentri su progetti faraonici e si dimentichi l’ordinario come l’approvazione della legge dei Piani di Gestione dei SIC e la relativa premialità prevista nel PSR, la ripartizione di fondi straordinari alle aree protette regionali, la riforma della L.R.38/96 con il nuovo modello di governance per le Riserve Regionali ed il Parco Sirente Velino e la estemporaneità di alcuni provvedimenti di legge in discussione, quale ad esempio è il Pdl 251/2016 ”Modifiche LR 38/1996 Aree protette” che appunto snellisce la procedura sia di istituzione di nuove arre protette regionali che di revisione dei confini perimetrali delle medesime.

Una politica ambientale disomogena, estemporanea e priva di contenuti programmatici alla quale occorre contrapporre una visione strategica in linea con la legislazione europea e della green economy che possiamo definire di “Sostenibilità di prossimità” “.

Ambiente e/è Vita chiama a raccolta quanti desiderano portare avanti una battaglia di tutela e sviluppo che sia realmente compatibile con i delicati equilibri Uomo?Natura, una politica che veda preservati gli ecosistemi nell’ambito di azioni che incentivino la crescita socio?economica ed una politica finalmente libera da “interessi” che, anche se legali, possono bruciare il futuro della Regione Verde d’Europa .

“La nostra associazione non è insensibile alle prospettive di sviluppo sostenibile della Regione Abruzzo – conclude il Presidente Nazionale Avv. Benigno D’Orazio, – ma è nostra convinzione che vada privilegiato il trasporto su rotaie, riprendendo e portando finalmente a termine il progetto di velocizzazione della tratta Pescara-Roma voluto dall’allora sottosegretario ai Trasporti, On. Nino Sospiri.”

Di questo e degli altri temi che pongono l’uomo al centro del sistema ambiente si parlerà domani 26 luglio alle ore 18 presso il porticciolo turistico di Roseto degli Abruzzi, nel corso di un convegno che l’associazione ha voluto dedicare proprio a Nino Sospiri, compianto fondatore della stessa.

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