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Politiche agricole, nuove regole per i vini Doc d’Abruzzo

 

Il Comitato nazionale vini del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali ha approvato  i disciplinari delle sottozone della Denominazione di origine controllata Montepulciano d’Abruzzo, completando la revisione della Doc Montepulciano d’Abruzzo.

Il secondo esame ministeriale si è reso necessario a seguito delle controdeduzioni presentate dai produttori attraverso il Consorzio di tutela dei vini Doc d’Abruzzo, dopo la prima approvazione avvenuta nel mese di maggio.

Le cinque sottozone sono ”Terre di Casauria” e ”Terre dei Vestini” in provincia di Pescara, già esistenti e per le quali sono state richieste modifiche; ”Alto Tirino” e ”Terre Aquilane” in provincia dell’Aquila; ”Teate” in provincia di Chieti. Le nuove sottozone aquilane sostituiscono territorialmente le Igt ”Alto Tirino” e ”Valle Peligna”, confluite nella Igt approvata nel 2009 ”Terre Aquilane” e valida per l’intera provincia.

”Il provvedimento” spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo “disciplina in maniera innovativa e specializzata le produzioni enologiche dei vini rossi abruzzesi, consentendo di esaltare al meglio le tipicità del territorio. Il vino Doc Montepulciano d’Abruzzo avrà ulteriori specificità di prodotti contraddistinti da peculiari e importanti caratteri di qualità, rese ettariali più contenute e lo svolgimento dell’intero processo (produzione e vinificazione) interamente nel territorio regionale e quasi sempre all’interno di ciascuna sottozona. L’atto licenziato dal Ministero consente anche l’entrata in vigore del disciplinare della nuova Doc Cerasuolo d’Abruzzo che diventa fruibile unitamente alle tipologie della Doc Abruzzo, già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ad agosto, a seguito delle domande di iscrizione presentate all’Arssa”.