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Terremoto L’Aquila, proroga sospensione tasse per terremotati

L’Aquila. E’ stata prorogata al 15 dicembre 2010 la sospensione delle tasse per i contribuenti abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. È quanto previsto dalla manovra varata dal Consiglio dei ministri, che ha quindi prorogato la sospensione prevista inizialmente fino al 30 giugno.

La decisione riguarda, però, soltanto i titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo con volume d’affari non superiore ai 200mila euro.

Nel testo è compreso anche un contributo di 10 milioni di euro al Comune de L’Aquila per far fronte al disavanzo pregresso sul bilancio 2009.

Le reazioni. “È chiaro che la manovra finanziaria penalizza gravemente i cittadini del terremoto poiché il limite stabilito per la proroga è troppo basso ed iniquo e costringe gran parte delle attività produttive a ripagare allo Stato le spese dell’emergenza – ha dichiarato l’on. Pierluigi Mantini, membro della Commissione Affari Costituzionali della Camera – È una ingiusta discriminazione rispetto al trattamento riservato in passato ai terremotati di altre regioni ed è tanto più grave perché tradisce gli impegni assunti dal governo in una fase di assoluta carenza di risorse per la ricostruzione. Presenteremo emendamenti in parlamento in ossequio agli elementari principi di solidarietà che tutti dovrebbero sentire propri”.
Le polemiche dell’UDC seguono quelle del PD che evidenziavano l’iniquità di trattatamento tra lavoratori dipendenti e autonomi mentre i cittadini si sono già mobilitati spontanemente ed annunciano ulteriori iniziative per chiedere nuove proreghe e sostegno per la ricostruzione. Secondo il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, la data del 1 luglio quale ripresa del pagamento delel tasse sarà insostenibile per molte famiglie aquilane. Lo stesso sindaco ha minacciato di rimettere l’incarico di vice-commissario per l’emergenza sottolineando che non ci sono più fondi per far fronte alla ricostruzione e all’assistenza dei chi non ha più un alloggio.
Lo stesso governatore regionale, e commissario per l’emergenza, Gianni Chiodi ha espresso le proprie contrarietà nell’incontrodel 1 giugno, a Palazzo Chigi, con esponenti tecnici della Presidenza del Consiglio, della Protezione Civile e del Ministero dell’Economia. Si spera solo, visto la levata di scudi da parte di tutte le forze politiche, che il Governo faccia marcia indietro sul provvedimento rassicurando le popolazioni già duramente provate.