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Ombrina Mare: D’Alfonso apre tavolo con presidenti di Regione e Ministero

Abruzzo. Un’iniziativa con i Presidenti delle regioni a rischio trivellazioni petrolifere, l’interlocuzione con il Ministero dell’Ambiente per la creazione di un perimetro marino del Parco della costa dei trabocchi e l’avvio di un tavolo permanente con i comitati che si battono contro la ricerca di idrocarburi in Abruzzo.

E’ quanto ha annunciato oggi a Pescara il Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso durante un incontro con il Coordinamento No Ombrina.

Nel corso del confronto – cui hanno preso parte anche gli assessori Giovanni Lolli e Mario Mazzocca e il consigliere Luciano Monticelli – gli ambientalisti hanno chiesto al governo regionale un segnale forte nella lotta alle trivellazioni petrolifere. D’Alfonso ha esordito ricordando: “Quando ero sindaco di Pescara, pur non avendo alcuna competenza in materia di attività estrattive, feci comprare al Comune un appezzamento di terreno vicino Ortona per evitare che fosse costruito il Centro Oli. Come Regione – ha proseguito il Presidente – siamo stati i primi ad adire la Corte Costituzionale e la magistratura per far valere le ragioni del no alla ricerca di idrocarburi, mentre altre realtà cercavano la linea della trattativa.

Per questo motivo raccolgo con interesse la disponibilità delle vostre professionalità: apriremo un tavolo permanente coordinato dall’assessore Mario Mazzocca per prevalere in sede di giustizia amministrativa. Inoltre lavorerò già da oggi alla realizzazione di un’iniziativa con i Presidenti delle regioni minacciate da progetti di escavazione petrolipeta per ragionare insieme su questo tema. Infine, creeremo di concerto con il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti l’ampliamento marino del Parco della costa teatina, sul quale ho già avuto il consenso del Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci. Lavoriamo insieme – ha concluso D’Alfonso invitando il Coordinamento alla collaborazione – affinché resti intangibile la bellezza dei luoghi che Dio ci ha donato”.

La posizione del Forum H2O. “Alcuni passi in avanti, ma rispetto ai 60.000 manifestanti di Lanciano e i 40.000 di Pescara registriamo ancora troppa timidezza politica di fronte al Governo Renzi”, questo il commento del Coordinamento No Ombrina in merito all’incontro che si è tenuto oggi con il Presidente D’Alfonso, il vicepresidente Lolli e l’Assessore Mazzocca sulla deriva petrolifera che le politiche governative vogliono imporre all’Abruzzo e all’Adriatico.

Questa la strategia illustrata dal presidente D’Alfonso: costituzione di un gruppo di lavoro aperto alle associazioni e ai comitati per affrontare nei dettagli tutte le questioni amministrative e tecniche collegate alla tematica; prosecuzione dell’attività di opposizione anche in sede di giustizia amministrativa e costituzionale rispetto ai provvedimenti governativi; apertura di un confronto con il Ministero dell’Ambiente e i due rami del Parlamento per valutare l’opportunità di istituire un’area marina protetta davanti alla costa dei trabocchi; interlocuzione con soggetti istituzionali/amministrativi nazionali per contrapporre dati ed informazioni tecniche a quelle dei propugnatori in sede di governo della linea “fossile”; proposizione di un incontro con i presidenti delle altre regioni costiere per stabilire una linea comune sull’argomento.

Non ci sono state risposte soddisfacenti rispetto alle proposte dei comitati e degli operatori economici presenti per l’apertura di una fase conflittuale con il Governo Renzi, come, ad esempio, una manifestazione delle istituzioni adriatiche a Roma, la minaccia della sospensione dal PD, il partito che a livello nazionale sta facendo il gioco dei petrolieri contro il volere dei cittadini e, infine, la richiesta che i parlamentari di maggioranza eletti in queste regioni prendano si oppongano a queste politiche governative. Questi ultimi in larga parte hanno finora votato proprio i provvedimenti del Governo che determinano la deriva petrolifera, come il famigerato decreto Sblocca/Sporca Italia che facilita la vita dei petrolieri. Sui primi due punti il presidente D’Alfonso ha sorvolato mentre sulla posizione dei parlamentari abruzzesi ha detto che rimanderà la risposta ad ulteriori incontri. E’ legittimo chiedersi se serve una nuova manifestazione per far sì che i parlamentari eletti in Abruzzo e nelle altre regioni costiere difendano il proprio popolo senza invece vessarlo con provvedimenti che mettono a rischio il territorio l’economia turistica e dell’agro-alimentare e la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Il Presidente D’Alfonso ha rilevato, infine, che in molti luoghi d’Italia si sta iniziando a parlare del problema. Lo sappiamo perché il Coordinamento No Ombrina sta contribuendo fattivamente a costruire reti sociali in Italia e in Europa, partecipando a decine di incontri e iniziative pubbliche. La politica deve essere al fianco dei cittadini con posizioni e decisioni adeguate e determinate per contribuire a rafforzare questa lotta, altrimenti è in gioco la stessa democrazia nel paese.

Coordinamento No Triv: ‘Le Regioni blocchino il Petrolio’. “Il rilancio petrolifero italiano è avvenuto con la chiara corresponsabilità degli ultimi Governi nazionali: dalle definizioni lanciate dall’esecutivo Monti (vedi Strategia Energetica Nazionale), fino alle accelerazioni recenti impresse dalla coalizione governativa condotta da Matteo Renzi, tutti sensibili e profondamente attenti agli interessi delle lobbies petrolifere, nella inerzia –  salve le recenti impugnative su Sblocca Italia e Disciplinare Tipo della Regione Abruzzo e di poche altre che potrebbero seguirla – delle istituzioni prossime ai territori, che hanno evidenziato tutta la loro incapacità e inadeguatezza rispetto alla gravità della situazione”. Lo ha dichiarato il Coordinamento No Triv sulla deriva petrolifera che le politiche governative vogliono imporre all’Abruzzo e all’Adriatico.

Secondo il Coordinamento “su ‘Ombrina mare’ Rockhopper Exploration e i suoi sponsali non guardano in faccia a nessuno. Tirano dritto senza curarsi dei 30 mila di Pescara e dei 60 mila di Lanciano, di un popolo che non vuole scalpelli, fanghi di perforazione e impianti petroliferi né in mare né in terra: entro fine anno Ombrina potrebbe essere realtà! Il decreto del ministero dello sviluppo economico del 4 maggio 2015, pubblicato sul BUIG del 31 maggio scorso (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse) a pagina 22, ha il sapore di un sonoro ceffone preso in pieno viso proprio dalla politica politicante: mentre, infatti, in Abruzzo a Roma fioccavano conferenze stampa contro lo “Sblocca Italia”, la Medoilgas Italia S.p.A. chiedeva al Ministero dello Sviluppo economico la conversione del permesso di ricerca ‘Ombrina mare’ nel nuovo ‘titolo concessorio unico’; e questo accadeva il 23 settembre 2014, appena 11 giorni dopo la pubblicazione del decreto ‘Sblocca Italia’! Questo comporterà che il procedimento attualmente in corso arriverà rapidamente a conclusione.  Come spiegare, poi, il ritardo nella pubblicazione del decreto di compatibilità ambientale su Ombrina mare? Sembra quasi che si voglia impedire che si leggano le carte prima che i giochi siano definitivamente conclusi e che si possa agire in sede giurisdizionale ed evitare che magari si chieda al TAR la sospensiva del provvedimento, nella speranza che nel frattempo sopraggiunga il definitivo ‘titolo concessorio unico’. Adesso non c’è davvero più tempo da perdere. La casa brucia.   I ‘parlamentari abruzzesi’ la smettano di tergiversare giocando alla politica e chiedano subito al Governo un decreto che blocchi Ombrina. Subito!  La Regione continui sì sulla linea di opposizione alla politica energetica del Governo nazionale, ma promuova, al tempo stesso e con ferma decisione, un intervento legislativo che vieti Ombrina. Altrettanto facciano le altre Regioni direttamente interessate da progetti petroliferi analoghi. La strada delle leggi regionali, il cui carattere è squisitamente ‘politico’, servirà per tenere impegnato il Governo – che ne chiederà ovviamente l’impugnazione dinanzi alla Corte costituzionale – e per guadagnare tempo prezioso.

Per i No Triv “occorre che nel frattempo la Regione Abruzzo si coordini subito con altre Regioni perché siano varate altrettante leggi regionali che blocchino tutti i progetti petroliferi “resuscitati” dal decreto sviluppo del 2012 affinché vi sia possibilità, nel frattempo, di deliberare e una richiesta di referendum abrogativo dell’art. 35 di quel decreto. La soluzione del referendum abrogativo è soluzione praticabile ed auspicabile. Non c’è davvero più tempo. È necessaria, ora, un’azione immediata, unitaria e condivisa che scongiuri definitivamente il progetto Rockhopper e tutti gli altri che verranno realizzati in mare”.