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Guido Bertolaso si difende a Ballarò

Roma. Guido Bertolaso rimane al suo posto. Le voci che questo pomeriggio lo davano già pronto a lasciare sono state messe a tacere. Lo ha reso noto lo stesso capo della Protezione Civile che questa sera, ospite della trasmissione televisiva Ballarò, ha rilasciato dichiarazioni in merito alla vicenda degli appalti per il G8 alla Maddalena che lo vede indagato.

Alla domanda del giornalista Giovanni Floris, che si è chiesto se Bertolaso si fosse mai accorto di quanto accadeva nel suo staff, il capo della Protezione Civile ha, infatti, detto che il suo unico compito è quello di realizzare gli interventi nella massima trasparenza.

Tuttavia, Bertolaso avrebbe anche ammesso che “poteva esserci qualche dubbio” una volta visto “che si stava esagerando”. Da qui la decisione di mandar via De Santis.

Non sembra affatto spaventato, Bertolaso, dalle accuse che i politici presenti in trasmissione gli hanno ricordato. Al contrario, il capo della Protezione Civile ha ammesso alcune perplessità che il capo dello Stato avrebbe mostrato sulla norma soppressa quest’oggi. “Aveva suscitato una serie di perplessità da parte del presidente della Repubblica” ha, infatti, dichiarato durante il suo intervento, “ma questa è una questione che ha seguito Palazzo Chigi con il Quirinale”.

Secondo quanto raccontato da Guido Bertolaso, la norma contemplava anche l’obbligo di annullare tutti gli arbitrati nelle mani della Protezione Civile. “Tutti hanno espresso voto contrario” è stato il commento a riguardo di Bertolaso, “sia la destra che la sinistra. Sembrava fossero maggiormente contrari a questo che non alla Spa”.

Il capo della Protezione Civile si è poi soffermato sulle vicende che implicano anche il cognato Piermarini, che avrebbe lavorato proprio alla Maddalena. Bertolaso ha, infatti, spiegato che è stato preso, ma  non da lui. La motivazione alla base della scelta? “Perché è bravo” tuona il capo della Protezione Civile. “Adesso perché è cognato di Bertolaso deve lavorare in Svizzera?”.

Passando, invece, alle ormai famose “risate” aquilane, si è, poi, chiesto: “Perché non mi hanno avvisato che c’erano imprenditori che ridevano sul terremoto de L’Aquila? Li avrei esclusi immediatamente. Perché non mi hanno avvisato?». Ciononostante, Bertolaso ha rivelato anche di essere stato avvisato in passato dalle forze dell’ordine di “aziende non troppo trasparenti”.

Di seguito la lettera aperta che Guido Bertolaso ha scritto ai volontari della Protezione Civile.

 Lettera aperta di Guido Bertolaso 

Tania Di Simone