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L’ultimo editoriale. Cityrumors saluta i suoi lettori

Avremmo voluto lasciarvi così, con un titolo, uno spazio bianco e zero parole. Ma la trasparenza che da sempre ci ha contraddistinto e l’affetto che proviamo nei confronti di quelle 8mila persone che ogni giorno lasciano il segno su questo sito, ci ha convinti a rimettere mano al pc e spiegare perchè. Già, perchè?

Me lo chiedo anch’io, mentre con la mente ripercorro quel giorno di quattro anni fa, quando sono stata travolta da questa avventura. E oggi mi fa rabbia dover dire che non ce l’abbiamo fatta. Per colpa nostra? Forse. Ma soprattutto per colpa della società che ci circonda. Troppi ostacoli, troppi “siete bravi, ma non abbiamo soldi per sostenere il vostro progetto”. Cari politici abruzzesi, parlate tanto di merito, ma di fronte a giovani propositivi vi tirate indietro con grande naturalezza. Il nostro atto d’accusa oggi è tutto per voi! Un applauso, una standing ovation e tanti saluti!

Ma c’è anche un’altra ragione alla base ed è la stessa per cui a scrivere queste parole d’addio oggi ci sia io, in veste di vice direttore. Un vero e proprio ciclone, infatti, ha investito la nostra redazione e siamo qui per raccontare la nostra verità, prima che altri possano imbastire con la loro fantasia una storia che di fantasioso ha ben poco.

Il ciclone ha travolto improvviso tre colonne portanti di questo giornale: il nostro ex direttore Lino Nazionale, l’attuale Luca Zarroli e il presidente dell’associazione Domenico Rastelli. Tutti e tre accusati, a vario titolo, di truffa e molestie. Lino Nazionale: per lui l’accusa è di stalking nei confronti del guardalinee che la scorsa settimana ha diretto il match Juve-Inter. Nel nuovo stadio torinese si sono vissuti attimi di terrore, quando un uomo incappucciato ha cominciato a seguire il guardalinee da un capo all’altro del campo. Nessun dubbio: gli agenti lo hanno identificato dopo una settimana di indagini serrate e fondamentale è stata la testimonianza di un giovane aspirante giornalista sportivo, F.G. (preferiamo mantenere l’anonimato per evitare ripercussioni sulla sua persona). E poi, Luca Zarroli, di recente nominato direttore di questa testata: la tipica faccia da “bravo ragazzo”, quello della porta accanto, quello che tutte le mamme vorrebbero come genero…peccato che dietro quello sguardo dolce si nascondesse un autentico “genio della truffa online”. Su questo le indagini sono ancora top secret, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. E, infine, lui, il presidente, prelevato la notte scorsa mentre si trovava alla stazione di Giulianova, intento ad osservare la tabella degli orari. Ad incastrarlo, dicono dalla Procura, una copia di Focus che stringeva forte tra le mani. Era il suo modo per adescare ignari viaggiatori. Ed il resto vogliamo solo lasciarvelo immaginare.

Ci fa male parlare di loro come tre insospettabili, ma tant’è. Noi siamo per la verità. Era il loro modo di “portare avanti la baracca”, racimolando quanto più possibile per il loro giornale, anche se illegalmente. A questo ci hanno spinto i nostri amati politici. Non è tutto. Gli inquirenti della procura di Pescara portano avanti la loro indagine e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere ripercussioni anche sugli altri componenti dello staff. Noi, confidiamo nella giustizia.

Ma queste sono davvero le ultime parole che ci concediamo su questo giornale. Non possiamo più andare avanti. Il peso è diventato insostenibile e con tre (per ora) componenti dello staff ai domiciliari, è davvero troppo.

Noi vi salutiamo così: un inchino per i nostri lettori, un grazie per averci sostenuto (almeno moralmente) e un grazie a chi ha vissuto e creduto in questa avventura, da Luca Ruffini (che continua imperterrito ad aggiornare i risultati calcistici…per lui è difficile accettare che i riflettori stanno per spegnersi per sempre) a Tania Di Simone (che ha lanciato un grido d’allarme: proprio ora che sto imparando a cucinare!), da Simone Rastelli (che scuote la testa e pensa: ma…pccò?) a Stefano Abbondanza (che ha imbracciato il fucile da caccia e ha preso il primo volo per Londra…è convinto che il principe Carlo gli permetterà di partecipare alla caccia alla volpe). E poi ancora, Daniele Galli e Francesco Rapino…basta aggiornare, è finita. E un ringraziamento anche a me, Marina Serra…non è giusto che finisca così…lo ripetono ogni secondo anche i tre costretti alla detenzione domiciliare, seduti su una sedia, con so sguardo fisso nel vuoto.

Ma forse, chissà, è solo un arrivederci alla prossima avventura…