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Sogesa chiede fallimento di Cirsu. Intervista al presidente Ziruolo

Notaresco. L’amministratore delegato di Sogesa Giovanni Marchetti avrebbe chiesto il fallimento del Cirsu. La decisione sarebbe stata ufficializzata oggi nel corso del cda della partecipata del consorzio pubblico. La mossa era nell’aria da qualche giorno, dopo la decisione di Cirsu che nei giorni scorsi aveva comunicato ai sindaci l’interruzione di raccolta e trasporto dei rifiuti perchè non più in grado di assicurare il servizio.

Da Sogesa si fa anche sapere che al massimo entro giovedì dovrebbe essere convocata una conferenza stampa in cui verrà consegnato ai giornalisti un “corposo dossier” su Cirsu. Intanto, nonostante quanto comunicato dal consorzio, la raccolta nei comuni va avanti. Al momento manca ancora la comunicazione ufficiale di disdetta del contratto da parte di Cirsu a Sogesa. “Il Cirsu è in attesa di ricevere indicazioni da parte dei comuni”, dichiara in proposito il presidente del consorzio Andrea Ziruolo nell’intervista concessa a Cityrumors, in cui ha parlato anche della questione di Grasciano 2, della situazione finanziaria di Cirsu e dei rapporti tra mondo pubblico e mondo privato. Riguardo la vicenda della sospensione del servizio, aggiunge, “la situazione è in una fase di stallo, legata al fatto che noi certe decisioni le assumiamo solo in conseguenza”, mentre per la questione delle fatture contestate a decidere sarà un arbitrato.

Presidente, Sogesa oggi avrebbe chiesto istanza di fallimento per il Cirsu. Come reagisce?
“E’ una questione che riguarda Sogesa. Un giudice dovrà pronunciarsi per valutare le motivazioni di Sogesa e probabilmente Cirsu sarà chiamato a contro dedurre”.

E che cosa direte?
“Che noi non siamo in condizione di insolvenza”.

Qual è la situazione economica di Cirsu?
“Siamo ad una condizione di difficoltà finanziaria perché ci sono posizioni di debiti e crediti con Sogesa che Cirsu nel passato non ha riconosciuto e che noi non siamo nella condizione di poter riconoscere se non avviando un confronto. Proprio per questo l’ultimo CdA di Cirsu mi ha dato mandato di nominare un arbitro per poter arrivare ad una soluzione. Nel prossimo CdA verrà dato il nome dell’arbitro che dovrebbe verificare queste poste e vederne la corretta attribuibilità a Cirsu. Da un’analisi sommaria che abbiamo fatto avvalendoci anche di un consulente queste poste non sarebbero interamente riconoscibili a noi”.

Perché la discarica di Grasciano 2 non è mai partita?
“Per motivi che noi riteniamo essere di legittimità, visto che nell’autorizzazione mancano alcuni elementi. Sogesa può anche rivendicare aspettative, ma il CdA di Cirsu è necessariamente posto per tutelare il patrimonio pubblico”.

Nei documenti presentati da Sogesa in Regione in risposta alla richiesta di Cirsu si dice che voltura non è atto che spetta alla Regione.
“Se però la Regione riscontrasse effettivamente un vizio di illegittimità potrebbe teoricamente anche annullare l’atto”.

E’ possibile il pagamento degli operai direttamente da parte di Cirsu?
“Il nostro avvocato dice di no. In queste ora stiamo però cercando soluzione per dare a Sogesa il denaro per pagare gli operai. Una cosa deve essere chiara: non è vero che Cirsu non vuole pagare Sogesa. Cirsu è solo una partita di giro. Il problema è che i soldi che dovrebbero entrare per Cirsu dai comuni non entrano come dovrebbero, e Sogesa negli ultimi incontri ha sempre presentato richieste di tariffe in crescita, e questa non è una cosa possibile. Noi siamo una società pubblica e dobbiamo muoverci rispetto ad un conto economico preventivo. Io posso fare anche i più grandi sacrifici per pagare gli stipendi, ma poi Sogesa può legittimamente usare il suo denaro come meglio ritiene”.

Il polo tecnologico di Grasciano oggi è allo sfascio. Lo si sarebbe potuto gestire in maniera diversa?
“L’abbiamo chiesto a Sogesa”.

E che cosa hanno risposto?
“Non ci hanno dato ancora risposta se non quella che servivano soldi. Ma se servivano soldi allora servivano da molto tempo perché una tale situazione non si accumula in tre mesi”.

Lei crede che vi sia ancora spazio per un pubblico che possa fare concorrenza al privato?
“Credo che il pubblico debba sapere collaborare con il privato. Dal mio punto di vista il pubblico non può essere un soggetto industriale ma un soggetto portatore di interessi pubblici. Il privato può benissimo coesistere con il pubblico, ma il problema è a quali condizioni il pubblico può coesistere col privato”.

Quale potrà essere il futuro di Cirsu?
“Siamo in una situazione tesa che per essere risolta deve vedere la collaborazione di tutti. Oggi è necessaria una riprogrammazione di ciò che dovrà essere questa società, visto che la sua crisi è sotto gli occhi di tutti. Riguardo alle soluzioni il CdA le può solo proporre, ma è l’assemblea che alla fine decide. Ovvio che se i soci non dovessero essere in linea con le soluzioni offerte da questo CdA, non potrò che trarne le conseguenze”.

 

Interrogazione urgente sul Cirsu del Pdl Giulianova. Il Pdl giuliese, alla notizia annunciata dal Cirsu di sospendere il servizio di raccolta per i prossimi sei mesi, ha deciso di presentare un’interrogazione urgente al sindaco Mastromauro. Tre i punti fondamentali: tutti i comuni soci del consorzio devono pagare il debito, la convocazione di un incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche e in seguito anche un consiglio comunale sul tema dei rifiuti.
Clicca e scarica l’interrogazione del Pdl Giulianova su crisi Cirsu-Sogesa