Fondi Europei, guerra sui numeri. Marsilio: con noi aumentata capacità di spesa

E’ una lunga e circostanziata replica quella del presidente della Regione, Marco Marsilio, sui dati legati alla capacità di spesa dei fondi comunitari.

 

A far discutere sono i dati, commentati ieri dal capogruppo del Pd, Silvio Paolucci.

 

La situazione critica riguardante l’utilizzo dei fondi europei deriva proprio dalla mala gestione del governo regionale di centro-sinistra che la giunta Marsilio ha ereditato”, si legge in una nota. “Sentire oggi il capogruppo del Pd parlare di Abruzzo in fondo alla classifica, senza fare il mea culpa per come ha lavorato negli ultimi cinque anni, fa solo sorridere. Da quando il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha cominciato ad affrontare la questione inerente i fondi europei La capacità di spesa è notevolmente aumentata nonostante le difficoltà dovute proprio al pessimo lavoro del passato.

La lettura dei dati pubblicati dall’Agenzia per la Coesione territoriale sui Programmi operativi regionali 2014-2020 senza un’analisi dettagliata porta a conclusioni errate. Dire oggi che l’Abruzzo è in coda a una graduatoria nazionale, senza analizzare cosa in realtà è stato fatto nei primi sei mesi dell’anno, offre un’immagine distorta del lavoro che si sta portando avanti. Se infatti si vanno a leggere le percentuali riferite al 31 dicembre 2019 si scopre che nessuna regione ha variato la propria percentuale di spesa ma solo per questioni tecniche.

E’ stata, infatti, frutto di una scelta politica ben precisa quella di non richiedere il pagamento delle spese maturate in questa prima parte del 2020 e quindi è normale che, essendo la spesa certificata ferma a quella del 31 dicembre scorso, possa sembrare che l’Abruzzo sia ancora fermo nelle ultime posizioni. Ma la realtà è ben diversa.

A seguito dell’emergenza sanitaria generata dal coronavirus, la Commissione Europea ha deciso di apportare delle modifiche al Regolamento 1303/2013 che disciplina le principali attività che le regioni devono svolgere per dare attuazione alle azioni dei Fondi FESR e FSE e, tra le principali novità, è stata data alle regioni la possibilità di chiedere il rimborso del cofinanziamento della Commissione al 100%, cioè di poter rendicontare le spese fatte sul programma facendo in modo che tutta la spesa venga pagate con le risorse della Commissione anziché rispettando le percentuali di 50% a carico della Commissione, del 35% a carico dell’Agenzia di Coesione (Stato Centrale) e 15% a carico del bilancio regionale.

L’apparente mancato avanzamento della spesa dipende dal fatto che il periodo contabile della Commissione per richiedere il rimborso decorre dal 1° luglio di un anno al 30 giugno dell’anno successivo, per cui, per poter chiedere il rimborso del 100% della spesa sostenuta sui programmi regionali FESR e FSE, la Regione Abruzzo doveva attendere il 1° luglio del 2020, oltre, ovviamente, ad approfittare delle novità normative introdotte dalla Commissione modificando i propri programmi.

Basterebbe verificare la reale operatività, anziché soffermarsi alla freddezza di numeri assoluti, per scoprire che, nel frattempo, la Regione Abruzzo non è  rimasta ferma. Sul programma FESR sono in attesa di certificazione 16 milioni di euro, spese che verranno inviate proprio in questi giorni all’Autorità di Certificazione, che, conclusa la sua attività di verifica, consentirà di inoltrare la domanda di rimborso alla Commissione per le spese sostenute e questo porterà la Regione Abruzzo a raggiungere con notevole anticipo rispetto agli altri anni il raggiungimento della  spesa minima per evitare il disimpegno, conosciuto meglio con l’identificativo di N+3.

Il periodo  di  fermo delle attività legate alle politiche di assunzioni, ai tirocini e alla formazione professionale, dovute all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19  ha invece  causato  un rallentamento  delle attività legate al programma FSE. Anche in questo caso, però, la Regione Abruzzo ha saputo cogliere le possibilità offerte dalle modifiche del Regolamento, che consentiranno di utilizzare le risorse del proprio POR per pagare gli ammortizzatori sociali ai dipendenti che sono finiti in Cassa Integrazione o le spese sostenute in ambito sanitario per fronteggiare l’emergenza e tutto questo consentirà un rapido avanzamento della spesa anche su questo programma che, quindi, sarà messo presto in sicurezza per l’avanzamento della spesa.

La Regione Abruzzo non solo raggiungerà i target fissati dalle regole europee, ma attraverso l’accordo sottoscritto con il ministro Provenzano li supererà abbondantemente e garantirà la completa realizzazione degli interventi previsti nei Por.

 

Mauro Febbo. “Il consigliere Silvio Paolucci prima di fare inutili dichiarazioni dovrebbe suggerire al Ministro Provenzano di aggiornare i dati del fondo Fers che, in più occasioni pubbliche e tecniche, gli abbiamo contestato. I dati che vengono forniti, infatti, sono approssimativi e mancano degli aggiornamenti che puntualmente abbiamo inviato e che la stessa UE ha certificato tramite il Rapporter dott. Nigri.

Quest’ultimo, sia durante l’ultimo Comitato di sorveglianza sia in occasione di manifestazioni pubbliche (Città Sant’Angelo e Miglianico), ha ribadito le ottime “permormance” della regione Abruzzo sul Fers”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo. “Quando al Ministro Provenzano – aggiunge – sarebbe il caso di dire ai suoi uffici di aggiornare i dati forniti fino a pochissime settimane fa e, soprattutto, che adempiesse ad un compito facile facile: nominare il Commissario della Zes. Ricordo come sempre, il ministro del PD, ha impiegato ben 10 mesi per approvare finalmente la legge ed approvare documenti forniti da questo assessorato, dopo sollecitazioni ufficiali del presidente Marsilio e delle Organizzazioni datoriali e sindacali, e sono già passati circa due mesi dalla sua approvazione e ancora non riesce a nominare neanche un Commissario.

Questo la dice lunga anche sui numeri che escono dal suo Dipartimento. Quindi – conclude Febbo – il già “bocciato” Paolucci farebbe bene a non divulgare notizie false e sbagliate e lo invito a studiare e ad aggiornare il Ministro prima di passare come colui che non sa nè leggere nè scrivere”.

 

Silvio Paolucci. “Come succede ogni volta che viene colpito nel vivo, Febbo alza la polvere e mette in dubbio certezze inoppugnabili da mistificatore seriale qual è, stavolta arriva persino a mistificare una realtà che non ho scritto io, ma viene riportata da rilevazioni terze, quelle dall’Agenzia per la Coesione territoriale sui programmi operativi regionali 2014-2020, aggiornati al 30 giugno e che è scritta nei bassissimi numeri non solo della spesa dei fondi europei, ma persino della nuova e inesistente programmazione per gli anni a venire”, dura replica del capogruppo PD Silvio Paolini alle dichiarazioni dell’assessore Febbo.

 

“Provenzano aggiornasse i dati? Piuttosto li fornisca lui che è l’unico in Europa a contestarli, se è vero che ne ha di più freschi di quelli pubblicati dalle testate economiche nazionali – incalza l’ex assessore al Bilancio – al posto di alzare la voce inopportunamente. Abbiamo il dovere di conoscere dati ufficiali, al posto di repliche sterili e mistificatorie, anche perché delle sue bugie ne abbiamo davvero piene le tasche. Come per il Masterplan, che quando era all’opposizione ha avversato fino a metterne in dubbio persino l’effettiva esistenza e che oggi gli consente però di appropriarsi di progetti e programmazioni che lui e il centrodestra non hanno né fatto e né condiviso.

 

Oppure sulla sanità, campo in cui da oppositore lamentava l’esistenza di 200 mln di debiti e ora come Giunta approva un Defr in cui si parla di conti in regola per quanto riguarda il precedente governo regionale. Vero è, invece, che l’attività’ europea della Regione Abruzzo da quando è alla guida del centrodestra è inesistente, non solo lenta, ma proprio ferma. Questa è la verità: avevamo lasciato una Regione con i conti a posto e con un quantitativo imponente di risorse in arrivo dall’Europa mai riscontrato nella storia amministrativa dell’Ente, che questo esecutivo nemmeno riesce a spendere. Si occupi di questo Febbo, al posto di negare l’evidenza”.