Decreto semplificazione, D’Alberto: accolte le richieste dell’Anci

“La battaglia di anni dei Sindaci del Cratere Sisma 2016 finalmente raggiunge il suo obiettivo. Abbiamo sempre chiesto di adottare misure tese alla sburocratizzazione delle procedure con norme a costo zero senza un peso finanziario per dare definitivo impulso alla Ricostruzione dei nostri territori.”

 

Così D’Alberto insieme a Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche e Coordinatore delle Anci regionali, ai Sindaci della Cabina di Coordinamento Nazionale Sisma, Nicola Alemanno, Sindaco di Norcia (PG), Antonio Fontanella, Sindaco di Amatrice (RI), Aleandro Petrucci, Sindaco di Arquata del Tronto (AP), ha salutato l’approvazione del Decreto Semplificazioni. Come coordinamento delle Anci terremotate abbiamo lavorato alla redazione di un documento di sintesi approvato in assemblea che il Presidente Decaro ha portato in audizione al Governo partito dall’impulso dato dall’Anci al Governo e al Parlamento e il Decreto contiene finalmente le norme riferite alla governance, alla ricostruzione pubblica e privata.

 

Di rilievo il sostegno alle nostre proposte dell’Ufficio del Commissario Legnini che ha condiviso le richieste dei Sindaci. Il testo ha infatti accolto le istanze precedentemente accantonate dalla Commissione Bilancio della Camera, decisione che aveva provocato la forte reazione dei territori e della stessa Anci che aveva chiesto anche un incontro al Premier Conte. Per quanto concerne la governance, vengono accolte le principali istanze da sempre sostenute da Anci: l’assegnazione al Commissario di alcune prerogative per la semplificazione e l’individuazione di interventi ed opere pubbliche urgenti e di particolare criticità. Vengono ancora ridefinite le soglie previste dal Codice degli Appalti, consentendo la procedura negoziata fino alla soglia comunitaria così come tra l’altro previsto nella normativa UE.

 

In merito alla ricostruzione privata invece si risolve, una volta per tutte, il tema della modifica della sagoma, recuperando, anche in questo caso, l’impostazione dettata da Anci nelle tante audizioni parlamentari in merito alla definizione di “ristrutturazione edilizia”. Restano ancora da definire, nell’ambito del prossimo Decreto sullo scostamento di bilancio, tutte le misure che comportano invece un impegno economico; misure che dovranno trovare adeguata copertura in funzione delle esigenze relative alla dotazione di personale, della proroga dello stato di emergenza e del sostegno economico a famiglie e imprese.

 

Solo così la spiacevole situazione venutasi a creare a seguito della bocciatura in Commissione Bilancio del pacchetto sisma, potrà in qualche modo essere sanata mettendo finalmente le 138 comunità del cratere nelle condizioni oggettive di poter consentire anche la partenza della ricostruzione pubblica (quella privata è stata ampiamente trattata con l’Ordinanza n.100 del Commissario Straordinario) e quindi dare a famiglie e imprese, chiamate a rinnovare ogni giorno la scommessa di restare nei territori colpiti dal sisma, gli aiuti che fino ad oggi non hanno ricevuto.