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Teatro, il Freddo e il Libanese in tour in Abruzzo con Uno zio Vanja

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 6 Febbraio 2018 @ 10:14

Da Romanzo Criminale, la prima, vera serie tv di culto tutta italiana, al palcoscenico del teatro: il Freddo e il Libanese tornano insieme con Uno zio Vanja, opera di Anton Čechov che farà tappa in tutto l’Abruzzo dal 6 all’11 febbraio.

 

Vinicio Marchioni, che firma anche la regia, e Francesco Montanari portano in scena l’opera del maestro russo nell’adattamento di Letizia Russo, con nuovo allestimento tutto da scoprire.

Dopo il lancio a Roma, è partito il tour in tutta Italia, che farà tappa in numerosi teatri abruzzesi grazie all’organizzazione ACS Abruzzo Circuito Spettacolo: il 6 febbraio al Fenaroli di Lanciano (ore 21:00), il 7 (ore 21:00) e 8 (ore 21:00)  al Comunale di Teramo, il 9 al Maria Caniglia di Sulmona (ore 21:00) e il 10 (ore 21:00) e 11 febbraio (ore 21:00) al Marrucino di Chieti.

La malinconica tragedia delle aspirazioni deluse di persone che, a forza di pensare, hanno finito per rinunciare ad agire o che tentano di reagire. Ma falliscono mettendosi in ridicolo. Rileggendo il testo, Marchioni ha trovato che la vecchia piantagione piena di debiti al centro del dramma ricordasse la crisi dell’Italia, la nostra mancanza di fiducia e speranza. In questa nuova versione di Zio Vanja, i protagonisti ereditano un teatro di provincia, in uno dei luoghi fortemente colpiti dagli ultimi terremoti. Quelle macerie sono una metafora della nostra situazione: non per parlarne in modo negativo, ma per cercare la marcia giusta per ripartire. In fondo è a questo che Cechov ci invita: capire quanto sia meschina l’esistenza borghese, così priva di slanci e di entusiasmi, così mediocre e vuota, per inventarsene una diversa. E uscire dalla gabbia che ci siamo fabbricati per diventare uomini migliori.

Le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Milena Mancini e Concetta Iannelli, le musiche di Pino Marino, le luci di Marco Palmieri. Una produzione Khora.teatro in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana.

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